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Edilizia, persi 3.700 posti di lavoro

Negli ultimi otto anni una costante emorragia per le aziende del settore. Settecento operai a casa solo nell’ultimo anno

di Paola Dall’Anese
1 minuto di lettura

BELLUNO. Dal 2008 ad oggi l’edilizia (compreso anche l’indotto) ha perso il 40% della sua forza lavoro: sono quasi 3.700 i dipendenti che sono stati licenziati dalle aziende in crisi. E intanto dilaga il fenomeno di elusione contrattuale, cioè l’applicazione di contratti diversi rispetto a quelli dell’edilizia per risparmiare. A snocciolare le cifre è il responsabile territoriale della Filca Cisl Belluno Treviso, Marco Potente.

I numeri. «In provincia di Belluno», prosegue l’analisi di Potente, «il settore dell’edilizia soffre ancora dell’onda lunga della crisi. Dal 2008 ad oggi 3700 posti di lavoro, fra settore delle costruzioni e indotto sono andati perduti. E la situazione non dà segni di miglioramento».

Cassa edile. Anche sul fronte del sistema delle Casse edili si registra una sensibile flessione nell’ultimo anno. «Dall’ottobre 2015 al settembre 2016», spiega il sindacalista, «c’è stata una perdita del 10% delle ore lavorate rispetto all’anno precedente. Possiamo tranquillamente dire che sono andati perduti salari per tre milioni di euro. Una cifra che equivale a circa 700 posti di lavoro».

La ricetta del sindacalista per risollevare le sorti del settore è presto spiegata: «Servono investimenti per opere pubbliche di una certa rilevanza. Ad oggi a Belluno come opere di un certo valore abbiamo solo la realizzazione del sovrappasso di Marisiga. Un po’ poco per un capoluogo. Confidiamo nelle opere in vista di Cortina 2021, ma prima ci vorrebbe qualcosa per poterci rimettere in moto».

Contratti. Come se non bastasse, il settore vede la diffusione dei cosiddetti fenomeni di elusione contrattuale. «Ci sono aziende» spiega Potente, «che anziché applicare i contratti propri dell’edilizia e del legno, ricorrono a quelli meno costosi per il datore di lavoro, come i contratti del metalmeccanico, dei servizi o delle cooperative. Nel caso del metalmeccanico significa avere salari più bassi anche del 30%, ma le cose vanno ancora peggio negli altri due casi. Se, ad esempio, un addetto dell’edilizia percepisce uno stipendio mensile di 1500, con un contratto metalmeccanico scende a 1.200, per arrivare a 1000 con le cooperative. E non mancano aziende che ricorrono ai voucher». «Servono maggiori controlli e tutele per i lavoratori», sottolinea Potente, «altrimenti si rischia di impoverire le famiglie, ma anche il territorio».

Appuntamento oggi. Oggi, intanto, torna la tradizionale festa del socio della Filca Cisl. Sono oltre 2 mila gli iscritti in provincia di Belluno. La manifestazione si svolgerà a Breda di Piave.

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