No al depuratore, presidio a Villa Patt

Le associazioni che contestano il progetto all’ex San Marco si appellano ai sindaci: «Bocciatelo»

SEDICO. «I cittadini hanno già scelto, adesso tocca a voi». Dove quel “voi” sta per i sindaci, chiamati ad esprimersi, a breve, in merito al progetto per la riattivazione del depuratore all’ex San Marco di Lentiai predisposto dal Cipa. Sarà il Consiglio di bacino dell’acqua ad avere l’ultima parola sull’intervento e questo organismo è formato dai sindaci di tutta la provincia. Ieri gli amministratori erano riuniti a Villa Patt e a loro si sono rivolti gli attivisti che da tempo lottano per impedire la realizzazione del progetto.

Bandiere gialle, striscioni e tanti giovani hanno partecipato al presidio, all’esterno della Villa. Nato per sensibilizzare in merito al depuratore ma anche per ricordare il problema dell’ipersfruttamento idroelettrico di cui è vittima il Bellunese. Ai sindaci sono stati distribuiti volantini con l’appello a votare “no” al progetto del Cipa.

«Da una parte ci sono la volontà dei cittadini dell’intera provincia, il diritto di scegliere in merito al futuro del loro territorio, la tutela del nostro ambiente, la ricerca di uno sviluppo economico sostenibile», si legge. «Dall’altra c’è un progetto pericoloso, che farà arrivare e stoccare decine di sostanze tossiche e nocive vicino al Piave, ad una scuola elementare, a numerose abitazioni e che, per di più, è stato considerato non prioritario dal gestore del servizio idrico».

In conclusione: «Questo progetto privato non è necessario è danneggerà aziende già presenti nell’area, come Lattebusche, e sarà utile solo agli interessi di chi lo progetta e di chi lo propone».

«Non abbiamo nulla contro un impianto biologico, che farebbe comodo anche a Lattebusche, ma qui stiamo parlando di una piattaforma che tratterà rifiuti tossici e pericolosi», spiegano Giovanni Schenardi e Paolo Vello del Comitato No depuratore. Preoccupati anche perché l’impianto appare sovradimensionato rispetto ai rifiuti prodotti dalle aziende provinciali. Il timore è che a Lentiai arrivino sostanze da trattare da fuori provincia, con conseguente aumento del traffico.

«La fiaccolata che abbiamo organizzato a Lentiai ha dimostrato qual è il volere dei cittadini», concludono. «Continueremo ad opporci a questo progetto con tutte le nostre forze, ma ci auguriamo che i sindaci votino in maniera contraria. Le ricadute su Lentiai sarebbero gravissime, ma questo è un problema che interessa tutta la provincia». (a.f.)

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