Dirigenti, Corte d’Appello legittima il sindaco

Le cause di lavoro presentate da due declassati respinte prima a Belluno e poi a Venezia

CORTINA. Il sindaco aveva ragione. Dopo il giudice del lavoro del tribunale di Belluno, Anna Travia, anche la Corte d’Appello di Venezia ha legittimato la scelta del primo cittadino di Cortina, Andrea Franceschi, di eliminare i dirigenti. Alessandra Cappellaro, che si occupava del settore economico - finanziario e Ivan Roncen, che era al settore patrimonio, polizia locale e centro elaborazione dati avevano presentato una causa di lavoro, chiedendo anche dei risarcimenti danni importanti.

Travia aveva rigettato tutti i punti, confessando di non essere competente su uno di questi. In secondo grado, la Corte d’Appello ha stabilito che, invece, lo è, ma la sostanza non cambia di una virgola: il ricorso è stato rigettato. In precedenza, già Marsia Ferrari, che guidava l’ufficio segreteria e gli affari generali se l’era visto respingere.

Franceschi l’aveva già annunciato durante la campagna elettorale delle amministrative del 2007. Appena entrato in municipio, come primo cittadino, ha eliminato le figure dirigenziali, nell’ambito di una politica di rinnovo della macchina amministrativa. Non ha licenziato nessun dipendente, ma abbassato le mansioni di alcuni e, di conseguenza, gli stipendi.

L’operazione di Franceschi provocò grandi malumori negli uffici comunali e se ne parlò parecchio e in maniera spesso molto animata anche in paese. Furono tolti i ruoli dirigenziali a Ferrari, Cappellaro e Roncen. Insieme a loro, furono declassati da dirigenti a responsabili di servizio anche l'architetto Carlo Breda, del settore lavori pubblici e manutenzione e l'architetto Gianfranco Marangon, dirigente del settore edilizia privata, urbanistica e tavolare.

Ferrari, Cappellaro e Roncen presentarono una causa di lavoro sia al Comune di Cortina che al sindaco. Il caso più pesante era qiuello di Ferrari chiedeva un risarcimento danni di 252.338 euro per una serie di ragioni: mobbing, demansionamento e varie differenze retributive. Adesso il giudice della Corte di Appello di Venezia Linalisa Cavallino ha dato ragione al Comune, difeso dagli avvocati Francesco Rossi, Abram Rallo e Nicola Creuso, respingendo tutti i ricorsi. (g.s.)

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