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La spesa farmaceutica è alle stelle

Allarme dell’Aifa a Ministeri e Regioni. Grubissa: «Torniamo al vecchio sistema»

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BELLUNO. Cresce la spesa farmaceutica. Malgrado le Usl abbiano dato incarico alla farmacia degli ospedali di dispensare i farmaci direttamente ai pazienti, e abbiano introdotto la cosiddetta vendita per conto (cioè l’acquisto del medicinale avviene in farmacia ma a procurarlo è la stessa Usl, proprio allo scopo di evitare sprechi), la situazione pare non aver ottenuto i risultati sperati.

A fotografare la situazione è la stessa Aifa, cioè l’agenzia italiana del farmaco relativamente al 2015, che parla di uno sforamento dei tetti di spesa per medicinali sia a livello territoriale che ospedaliera dal 2013 al 2015 pari a un + 9%. Il dato è stato trasmesso ai ministeri della Salute e dell’Economia e alle Regioni. Nella determina, pubblicata da “quotidianosanità.it” l’Agenzia del farmaco evidenzia come «per gli anni 2013, 2014 e 2015, si accerta il superamento del tetto della spesa farmaceutica territoriale (+11,35% sul Fondo sanitario nazionale) e del tetto della spesa farmaceutica ospedaliera (+3,5%)».

Per quanto riguarda il Veneto, la spesa farmaceutica ospedaliera nel 2015 è stata di circa 386 milioni di euro con uno sforamento del tetto pari a oltre 77 milioni. Quindi, un vero e proprio boom, che va in controtendenza rispetto alle direttive. E lo evidenzia anche il presidente di Federfarma Belluno, Roberto Grubissa.

«Malgrado i medici di base abbiano iniziato a contenere le prescrizioni di farmaci (si nota un -13% in generale nelle ricette di questi tipo), cosa di cui in farmacia ci si è ben accorti e a cui i pazienti hanno sopperito comprandosi direttamente quello che serve se il costo è contenuto senza dover ricorrere alla ricetta; benché si sia voluto far fare la distribuzione del medicinali direttamente dalla farmacia degli ospedali e malgrado si sia voluto attivare la distribuzione per conto dell’Usl tramite le farmacie, tutto questo non ha sortito gli effetti sperati e i dati parlano di sforamenti di spesa».

«A questo punto», puntualizza Grubissa, «credo che si debba tornare al vecchio sistema, quello cioè dove erano la farmacie a distribuire i farmaci. Farmacie che, tra le altre cose, sono anche molto più controllate nella vendita dei medicinali. La vendita diretta, quindi, dati alla mano, ha dimostrato di non essere più gestibile. A questo punto serve un’inversione di marcia da parte di Usl, Regione e Stato su questo fronte e al più presto altrimenti saltano tutti i conti».

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