Quindici centraline sul Piave, allarme a Santo Stefano

Le richieste sono arrivate sul tavolo del sindaco Buzzo: «Anche la popolazione deve mobilitarsi»

SANTO STEFANO. Quindici richieste di centraline sul Piave in un tratto di appena due chilometri. Alessandra Buzzo, sindaco di Santo Stefano, è pronta alla battaglia. Nel mirino le tante domande di derivazione idroelettrica che arrivano sul suo tavolo in municipio. Il primo passo è presto detto: sarà realizzata una mappa del territorio che riporti tutte le domande e le centraline esistenti lungo il corso del fiume caro alla Patria.

«Il problema è che prese singolarmente queste richieste potrebbero andare anche bene, ma insieme sono devastanti. Noi come amministrazione», puntualizza la prima cittadina, «ci siamo sempre espressi negativamente su questo punto, ma purtroppo non è rilevante il parere del Comune nella decisione se dare o meno il via libera a queste richieste. Alla fine a decidere sono la Provincia e la Regione».

Il sindaco chiede l’appoggio della popolazione: «È importante unirci in questa battaglia, magari raccogliendo le firme, come già si sta facendo contro il depuratore. Sarebbe una bella cosa se la popolazione fosse sensibilizzata anche su un tema così importante. Facciamo sentire la nostra voce, solo così possiamo cambiare qualcosa».

Buzzo torna anche sul tema del depuratore, che andrà a sostituire le attuali vasche Imhoff. L’impianto dovrebbe sorgere all’inizio del paese, poco prima dell’hotel Krissin. «Bim Gsp ci ha rassicurato che la struttura, di 50 metri per 18, emergerà dal terreno per quattro metri, e in più sarà mascherata grazie a una struttura in legno e a una serie di piante», spiega il capo del municipio. «Di per sé, quindi, non sarebbe molto impattante. Ma se a ciò si aggiunge che poco più avanti c’è già la centrale a biomasse che produce una nuvola di vapore acqueo, possiamo capire come il biglietto da visita per chi arriva a Santo Stefano sarebbe tutt’altro che bello. Stiamo cercando di capire pertanto, come amministrazione, se ci sono delle soluzioni alternative. In settimana incontreremo ancora i vertici del Bim Gsp per vedere di trovare un’alternativa».

Il motivo del contendere sarà capire se c’è un’altro sito in paese capace di ospitare l’impianto, «e se sia rispondente alle caratteristiche richieste da Gsp». Nel frattempo i cittadini si sono mobilitati raccogliendo delle firme contro la realizzazione del depuratore all’entrata del paese. Attualmente il progetto del depuratore (i cui costi sono di 3,5 milioni di euro) si trova alla fase preliminare e per giungere eventualmente all’appalto servirebbero due anni e per la realizzazione altri tre. Bim Gsp fa sapere inoltre che l’ubicazione era stata individuata dalla precedente amministrazione comunale e che su questo si sono basate poi le progettazioni. Cambiare sito, quindi, pare difficile. (p.d.a.)

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