Bolzano: «L’A27 non passerà mai sul nostro territorio»

Theiner promette battaglia negli uffici dell’Unione europea dopo l’approvazione di una mozione sul prolungamento

BELLUNO. Il prolungamento dell’A27 non s’ha da fare. Neppure camuffato da corridoio tecnologico. E nei palazzi dell’Ue si trova, in queste ore, anche Arno Kompatscher, il presidente di Bolzano, che non mancherà di sollevare il problema con i competenti uffici europei.

Dopo che la commissione trasporti del Parlamento europeo ha approvato una mozione per estendere l’autostrada Alemagna lungo la val Pusteria, la giunta Kompatscher ha annunciato ieri che «farà tutto il possibile per continuare a evitare la costruzione di questa nuova arteria stradale».

Negli ultimi mesi la richiesta da parte degli operatori economici veneti di un prolungamento dell’autostrada Alemagna da Belluno verso Monaco di Baviera è stata riproposta con sempre maggiore insistenza, soprattutto dall’europarlamentare trevigiano Remo Sernagiotto, esponente dei Conservatori e riformisti, che dell’allungamento dell’arteria aveva fatto il suo cavallo di battaglia.

Proprio a seguito del suo pressing la commissione trasporti del Parlamento europeo ha approvato una mozione che va in quella direzione. La Provincia di Belluno, aveva spiegato Sernagiotto nei giorni scorsi, ne riceverà solo vantaggi economici per le royalties per il transito dei servizi. Ma Bolzano, come aveva fatto un tempo con la Venezia-Monaco, scende di nuovo in campo.

«Ci opporremo strenuamente - spiega l’assessore provinciale all’ambiente Richard Theiner - all’ipotesi che l’Alto Adige sia in futuro attraversato trasversalmente da un’altra arteria stradale e faremo in modo che questa iniziativa non abbia seguito».

Il Parlamento europeo, ricorda l’assessore, in passato ha bocciato il progetto Alemagna in quanto «non conforme all’orientamento di base della politica dei trasporti nelle Alpi e quindi non finanziabile dall’Ue».

Theiner fa quindi riferimento anche alla Convenzione delle Alpi, che, con l’eccezione del protocollo trasporti, è sostenuta in larga misura anche dall’Italia, e che prevede la protezione e la conservazione delle Alpi. «La costruzione di un nuovo collegamento stradale sarebbe in contrasto con gli obiettivi dichiarati», afferma l’assessore, il quale ricorda, infine, la strategia della macroregione alpina Eusalp, alla quale aderiscono un totale di 48 regioni di sette Stati (Germania, Francia, Italia, Austria, Slovenia, Svizzera e Liechtenstein).

«Tra gli obiettivi - afferma - vi è quello di una mobilità più rispettosa dell’ambiente, del clima e con approcci più moderni».

Sernagiotto non si perde d’animo e afferma che lo sfondamento a nord può avvenire attraverso il Comelico, magari transitando sotto il monte Cavallino, costruendo l’autostrada in galleria, per arrivare dall’altra parte, in Austria, dove l’attesa dell’arteria è comunque molto significativa. Bolzano fa sapere, invece, che anche l’Austria è contraria, puntando al turismo naturalistico col quale contrastano infrastrutture così impattanti.

Kompatscher, dal canto suo, continua a ribadire che l’unica infrastruttura compatibile è quella del treno delle Dolomiti. Come, d’altra parte, ha preso atto il presidente del Veneto, Luca Zaia.

Francesco Dal Mas

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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