L'Europa cancella il prolungamento dell'A27

A larga maggioranza Strasburgo ha detto no allo sbocco a nord. Polemiche dal centrodestra che vuole un referendum

BELLUNO. Sonoramente bocciata l'autostrada A27 nel suo proseguimento da Pian di Vedoia verso il Comelico e l'Austria. 454 i voti contrari, solo 104 i favorevoli, 40 gli astenuti. La bocciatura da parte del Parlamento Europeo, riunito in seduta plenaria a Strasburgo, è avvenuta ieri: sull'emendamento alla relazione in merito alla strategia Eusalp. L'A27 può ritenersi, adesso, morta e sepolta? L'europarlamentare trevigiano Remo Sernagiotto, dei Conservatori e Riformisti, che aveva sponsorizzato politicamente l'arteria, non si dà per vinto.

Per l'europarlamentare sudtirolese Herbert Dorfmann, ieri l'aula ha scelto: «Di dare un significato politico alla votazione e si è deciso di dire basta all'incremento del traffico su gomma nelle Alpi». Un voto che non lascia margini di operatività su questo fronte. «Il collega Sernagiotto vuole fare un referendum tra i bellunesi? Avrebbe dovuto farlo prima della votazione di oggi - dice Dorfmann - Se vuole farlo, nessun problema, ma sia una votazione vera: un tema così importante non può essere gestito con pochi gazebo in qualche piazza. Un progetto del genere non avrebbe portato nessun beneficio al bellunese, anzi: avrebbe potuto mettere a rischio la realizzazione di altre infrastrutture molto più utili, efficaci e realizzabili, come il Treno delle Dolomiti».

Avanti tutta, dunque, con l'alternativa, ovvero il treno delle Dolomiti. «Il treno delle Dolomiti? Mi vien da ridire», reagisce Sernagiotto, che prima di entrare nel merito della bocciatura, se la prende per le modalità in cui è avvenuta. «Il Veneto oggi ha perso una grande occasione e gran colpa di questo risultato è proprio di una sua rappresentante, l'onorevole Gardini, che ha ostacolato questo progetto. Non si era mai visto un rappresentante del Veneto mettersi contro gli interessi del proprio territorio. Ha voltato le spalle alla nostra coalizione che sta cercando di portare sviluppo e ripresa economica. Oggi l'on. Gardini ha votato No». Detto questo, ecco l'idea del referendum, rilanciando la prospettiva di un corridoio tecnologico tra Venezia e Lienz, sotto la stessa autostrada. Il trenino turistico, come lo chiama Sernagiotto, non può infatti rispondere a queste esigenze.

È pronto a dargli una mano anche il senatore di Fi Giovanni Piccoli, per il quale: «C'è stata una inutile contrapposizione ideologica alimentata dalla lobby altoatesina e da una inerzia di fondo imputabile a tanti amministratori e politici bellunesi che alla discussione sui problemi ancora preferiscono gli slogan. Io non sono un appassionato di autostrada, ma penso che un territorio come il nostro - in una visione strategica - non possa precludersi nessuna opportunità», conclude Piccoli.

«Abbiamo votato no perché l'autostrada rappresenterebbe la duplicazione di una infrastruttura già esistente», spiega l'europarlamentare del Pd Isabella De Monte, vice capodelegazione italiana e componente della commissione Trasporti e turismo, facendo riferimento all'A22 ma anche all'A23. Secondo De Monte: «Non è così che si garantisce lo sviluppo del bellunese, attraverso un'opera con un impatto ambientale rilevante e che andrebbe a confliggere con gli importanti progetti di sviluppo ferroviario previsti per quell'area e fortemente sostenuti dall'Europa. È bene che si investa sulle strade esistenti, che vanno completate e implementate».

«Finalmente si è chiusa la porta al prolungamento dell' A27», esulta il deputato Federico d'Incà, del M5S. «Ora è importante che tutte le forze politiche e sociali facciano squadra e si impegnino concretamente per realizzare il Treno delle Dolomiti, che rappresenta il vero sbocco a nord, con una forte valenza turistica. È su questo progetto che bisogna dirottare fondi e finanziamenti che l'Europa metterà a disposizione».

Francesco Dal Mas

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