Un modulo per raccogliere i disagi

Lo ha messo a disposizione la Rete degli studenti medi veneti

BELLUNO. «La scuola e il lavoro sono diritti imprescindibili. Oggi più che mai, in una società che ha bisogno di recuperare la centralità dell’istruzione pubblica e dell’occupazione per risollevarsi e progredire». A dare il sostegno ai ragazzi del Comelico e del Cadore, che l’altro ieri hanno manifestato davanti all’Ufficio scolastico dei Belluno, è la rappresentante della Rete degli studenti medi del Veneto, Rachele Scarpa.

Lunedì, Scarpa, insieme al collega Francesco Sanson, è salita fino a Belluno per dare il supporto della Rete. «Come Rete degli studenti medi abbiamo ricevuto numerose segnalazioni di problemi simili», dice Scarpa, «crediamo sia il momento di attivarsi: gli studenti e i docenti stessi risentono della stessa grave situazione di non poter rispettivamente esercitare i loro diritti e doveri di studiare, formarsi e lavorare. Abbiamo creato, pertanto, un modulo per raccogliere tutti gli episodi di problemi nella collocazioni dell’organico docenti, sempre più frequenti e gravosi per gli studenti( https://goo.gl/gvwKTk )».

Anche la Rete degli studenti medi riconosce come una situazione nazionale si amplifichi nel territorio montano, dove diventa difficile trovare un insegnante che voglia venire ad insegnare in piccole realtà. «Gli studenti di Santo Stefano sono paradigma di una situazione che è in realtà diffusa: sono pronti e volenterosi, hanno voglia di studiare e imparare, e sono perfettamente consapevoli del fatto che non si tratta di una guerra ai docenti, ma di un problema esteso, che in montagna si sente ancora di più». (p.d.a.)

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