La Regione: occorre dire no a certe richieste di costruire

A Somor la commemorazione delle undici vittime, presente anche l’assessore Bottacin. I ricordi di chi partecipò ai soccorsi. Unico motto a Falcade: ricostruire e risorgere

FALCADE. «I sindaci devono saper dire no a richieste di costruzioni dove non si può». Lo ha detto ieri mattina a Somor di Falcade l'assessore regionale Bottacin. Assieme al consigliere regionale Gidoni, alla senatrice Bellot, all'onorevole Delia Murer e a vari sindaci e amministratori agordini, Bottacin ha partecipato alla cerimonia voluta dal Comune di Falcade per ricordare i 50 anni dalla tragedia di Somor.

Qui, nel villaggio a monte di Falcade, una frana uccise 11 persone e distrusse abitazioni e fienili. Una cinquantina i partecipanti alla manifestazione che ha visto la posa di una formella bronzea di Franco Murer nei pressi della fontana del villaggio e la messa nella chiesa di Falcade Alto. Nel suo intervento, il sindaco di Falcade, Michele Costa, ha letto una lettera che gli è stata consegnata nei giorni scorsi da un suo concittadino, scritta da un terzo.

Quest'ultimo, in quel 4 novembre di 50 anni fa, risalì verso Somor e vide con i suoi occhi quello che era successo. Costa, dopo aver ricordato le vittime, ringraziato i soccorritori e la gente che ha continuato a vivere in montagna, ha inoltre letto una pagina del volume curato da Bepi Pellegrinon in occasione dei 40 anni dalla tragedia in cui si sottolinea la voglia dei falcadini di ricostruire e di risorgere. Verbi che sono stati al centro del discorso tenuto dal geometra Tommasi che al tempo era capo dipartimento dell'Anas di Bolzano. Al lavoro sul San Pellegrino, fu uno dei primi a portare i soccorsi a Somor.

Parole rivolte invece all'attualità quelle di Bottacin. «Momenti come questo - ha detto - dovrebbero servire a non dimenticare quello che è successo, non solo oggi, ma tutto l'anno. Come Regione stiamo cercando di recuperare il tempo perso. Abbiamo già stanziato 866 milioni di euro per opere idrauliche e ci sono 414 cantieri aperti: molti non si vedono semplicemente perché sono in posti fuori mano. Il nostro piano è da 2,7 miliardi di euro, quindi molto resta ancora da fare, ma finalmente, come ha anche riconosciuto il professor D'Alpaos, si è invertita la rotta».

Per il successo di tale inversione, secondo Bottacin è fondamentale la collaborazione degli amministratori locali. «Nei giorni scorsi ho sentito un sindaco affermare che le opere idrauliche devono adeguarsi all'urbanistica. Ecco, questo vuol dire che non abbiamo capito niente: è il contrario». E rivolgendosi ai sindaci: «Bisogna anche saper dire dei no quando chiedono di costruire in aree improbabili. Stare lontani dal rischio è l'unica cosa da fare».

Il vescovo Marangoni, all'omelia, ha svolto una riflessione partendo dagli Angeli del fango di Firenze e da quelli di Falcade e approdando al sogno di una città a cui tutti concorrono, come immagine di una civiltà fondata sul bene comune e sull'impegno di tutti. «I veri nemici della croce di Cristo - ha detto - sono in realtà nemici dell'uomo e della civiltà. Il cristiano è contro tutti quelli che hanno reso idolo il proprio interesse, anche nell'amministrazione».

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