Manutenzioni sul Bailey e la viabilità va in tilt

Il ponte che collega Lambioi a via Montegrappa sarà chiuso fino a giovedì Lunghe code e automobilisti furiosi. Dalla Ca’: «Lavori necessari, si organizzino»

BELLUNO. Oltre mezz’ora per fare seicento metri. Più di un’ora per raggiungere via Montegrappa da via Feltre. È bastato chiudere il ponte Bailey per capire che la città non può più farne a meno. Poco importa che ci sia una strada alternativa per oltrepassare il Piave a Lambioi: gli automobilisti ieri si sono trovati tutti in coda in via dei Dendrofori.

Il ponte Bailey è stato chiuso ieri mattina alle 10 per la manutenzione della carreggiata. Rimarrà off limits per il traffico fino alle 7 di giovedì. Dunque ancora due giorni interi di passione per gli automobilisti bellunesi. Moltissimi ieri non sapevano nulla della chiusura e si sono trovati imbottigliati senza capirne il motivo.

Giunti alla rotatoria vicina alla galleria Belluno (quella che porta al supermercato e in via Lungardo) lo hanno capito. E si sono arrabbiati. C’è chi si è infuriato perché la chiusura non è segnalata, chi ha protestato perché «non si può chiudere un collegamento del genere nelle ore di punta».

Il Comune aveva mandato una nota ai giornali segnalando la chiusura, «ma non tutti leggono i quotidiani», evidenzia il consigliere comunale del Pd Roberto De Moliner. «Sarebbe bastato almeno mettere un cartello, in via Lungardo. Così le persone avrebbero potuto scegliere vie alternative ed evitare di finire in colonna».

«Basta fare il giro e non c’è alcun disagio», replica il comandante della polizia locale Gustavo Dalla Ca’. «Come si faceva prima che costruissero il ponte Bailey? I lavori sul ponte sono necessari e vanno fatti».

Non era possibile chiudere solo una corsia e lasciar passare le auto a senso unico alternato? «No, il traffico si sarebbe intasato in maniera ancora peggiore mettendo i semafori o i movieri», continua Dalla Ca’. «Gli automobilisti si arrabbiano? Pazienza, si alzino prima e facciano il giro. Basta organizzarsi».

«Forse a Belluno sono abituati troppo bene», continua Dalla Ca’. «Nelle altre città le code ci sono sempre. E quando toglieranno il ponte Bailey, allora, cosa succederà? C’è la galleria di Col Cavalier per smaltire il traffico. Basta partire 5 minuti prima se si sa che il ponte è chiuso per lavori».

Ma ieri alle 18 le code non erano affare che si potesse risolvere in 5 minuti. Un lavoratore ha impiegato oltre un’ora per arrivare alla rotatoria che porta a Castion (era partito da via Feltre). Un altro automobilista ha guardato l’orologio davanti alla piscina e mezz’ora dopo non era ancora arrivato alla galleria Belluno. Due esempi che dimostrano un dato inequivocabile: «Senza quel ponte non si può più stare».

E lo dice una persona, De Moliner, che quando venne costruito era contrario a quel collegamento sul Piave. Lo ammette: «Ero contrario anni fa, scettico perfino qualche mese fa, quando si ipotizzò di costruire un ponte definitivo al posto del Bailey. Avevamo deciso di valutare l’impatto della galleria di Col Cavalier sul traffico, prima di prendere una decisione. Abbiamo avuto una risposta. Non si può stare senza un ponte a Lambioi, quindi attiviamoci e troviamo le risorse per farne uno definitivo». Già, perché il Bailey è provvisorio, e la data di scadenza sulla confezione è scritta a caratteri indelebili: 31 dicembre 2018. Due anni.

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