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«L’attività di Fusine non sarà toccata»

Il sindaco De Pellegrin: «Passerà all’azienda Longaronese -Zoldo, poi sarà messa sul mercato»

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VAL DI ZOLDO. «La farmacia di Fusine rientrerà nell’azienda Longaronese-Zoldo almeno fino ad aprile quando decideremo se metterla sul mercato, tenerla così o farla ritornare dispensario». Dopo la raccolta di firme attivata dai cittadini per mantenere la farmacia di Fusine, il sindaco di Val di Zoldo, Camillo De Pellegrin precisa quale sarà il futuro che attende l’attività e tranquillizza i cittadini: «Nessuno ha mai pensato di chiuderla, non esistono atti formali in questo senso, anzi stiamo lavorando per tenerla aperta».

«A seguito di un confronto con l’Azienda speciale Feltrina a cui è stata data in gestione circa tre anni fa», puntualizza il primo cittadino, «emerge che al netto dei farmaci che l’azienda stessa comprava fino a maggio, nella sede di Fusine il debito prodotto si attesta, in previsione, dai 18 ai 25 mila euro all’anno. Il Comune Val di Zoldo ha quindi deciso di uscire dall’Azienda speciale Feltrina, per evitare, fra l’altro, ulteriori costi legati alla gestione, costi che fino ad oggi l’azienda feltrina non scaricava su di noi. Ora ci troviamo obbligati a versare alla società un importo in via di definizione, che si aggira sui 130 mila euro. Questa cifra si compone di diverse voci fra le quali il magazzino e i costi sostenuti dall’azienda per il rinnovo dei locali».

Il sindaco evidenzia che «in questa fase e in accordo con il Comune di Longarone, con cui Val di Zoldo ha dato vita all’azienda sociale Longaronese-Zoldo faremo confluire la farmacia all’interno di quest’ultima realtà. In questo modo sarà possibile assumere la persona che sino ad aprile presterà la propria attività lavorativa a Fusine».

Infatti, l’Azienda speciale Feltrina, pur aiutando l’ente locale in questa fase transitoria, non potrà gestire il personale, poiché il Comune non ne fa più parte.

De Pellegrin chiama quindi alla calma ed accortezza: «Valuteremo se mantenere la farmacia di Fusine all’interno dell’Azienda o se metterla sul mercato. Se poi il bando dovesse andare deserto, non è escluso che si possa pensare di farla ritornare alle sue funzioni di dispensario di medicinali, come era 3 anni fa».

La cittadinanza verrà interpellata? «A mio modesto parere», conclude il sindaco, «si è voluto montare un caso visto che il servizio non è stato e non sarà messo in discussione. Tuttavia verrà fatto un incontro, magari sotto le feste, per avere la presenza dei turisti».

Mario Agostini

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