Sul prolungamento dell’A27 arriva il perentorio no del Cai

CENTRO CADORE. Il Cub alpino ha un ottimo rapporto con la Regione Veneto, che ha collaborato in particolare per i sentieri parlanti. Ma, sulla vicenda del proseguimento dell'A27, il Cai davvero non...

CENTRO CADORE. Il Cub alpino ha un ottimo rapporto con la Regione Veneto, che ha collaborato in particolare per i sentieri parlanti. Ma, sulla vicenda del proseguimento dell'A27, il Cai davvero non ci sta. Le sezioni bellunesi del club, riunitesi martedì a Longarone, hanno manifestato disagio per il sostegno manifestato dal governatore Luca Zaia al completamento della grande incompiuta. Bene, le sezioni del Cai «esprimono la loro contrarietà a qualsiasi ipotesi di prolungamento autostradale dell'A27 da Pian di Vedoia al Comelico, progetto che prevede inoltre la prosecuzione verso l'Austria», informa una nota.Si sa quanto sia prudente il Cai e quanto calibri le sue esternazioni. Mai, sull'argomento autostrada, era stato però così perentorio. «Tali preoccupazioni sono da tempo sentite dalla comunità locale bellunese; sono oltre quarant'anni, infatti, che viene riproposto periodicamente un progetto di prolungamento dell'A27 verso nord con un'opera di evidente impatto ambientale e sociale per tutte le realtà del territorio». I bellunesi del Cai ricordano i richiami statutari del Club alpino italiano e i provvedimenti legislativi che in più punti mettono in evidenza chiare posizioni di contrarietà su opere come questa. Citano, ad esempio, il primo bidecalogo del CAI approvato nel 1981, la dichiarazione delle associazioni alpine sul transito dell'arco alpino del 1992 a Innsbruck, il nuovo bidecalogo approvato nel 2013 a Torino. E poi il Protocollo trasporti della Convenzione delle Alpi recepito recentemente anche dal governo italiano che, all'articolo11, trasporto su strada, recita al comma 1: "Le parti contraenti si astengono dalla costruzione di nuove strade di grande comunicazione per il trasporto transalpino".

Il Cai non molla l'osso e ricorda che questa grande opera è stata recentemente bocciata dal Parlamento europeo (seduta del 25 ottobre) ritenendola non strategica per la nuova Macroregione EUSALP.

«Le sezioni bellunesi del CAI auspicano invece», conclude la nota, «che iniziative, studi di fattibilità, progetti, ricerche di finanziamenti vadano ad assicurare il miglioramento della viabilità esistente per tutte le strade della nostra provincia al fine di renderla meglio transitabile e più sicura anche per le attività economiche e del turismo in particolare». E, infine, con riferimento anche al Treno delle Dolomiti, il Cai conclude che «ogni altra opera di grande impatto, sia per gli aspetti ambientali e sia per quelli socio-economici, sia discussa e condivisa con le amministrazioni locali e la popolazione residente direttamente coinvolta». (f.d.m.)

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