La Camera di Commercio affitta una parte della sede

L’idea nasce dalla volontà di razionalizzare le spese che incidono sul bilancio Con il 2017 due dipendenti saranno spostati nei comuni e uno andrà in pensione

BELLUNO. Razionalizzare. Questa la parola d’ordine di Mario Pozza, presidente della Camera di commercio di Belluno e Treviso.E proprio in virtù dei tagli agli sprechi, Pozza intende mantenere soltanto una parte degli edifici camerali bellunesi. Ancora non è dato sapere se parte della costruzione che oggi accoglie gli uffici deputati alle attività amministrative delle aziende sarà messa in vendita o sarà data in affitto. Ma l’intenzione è quella di recuperare risorse. Risorse che stanno diminuendo, anche grazie, si fa per dire, alla sforbiciata imposta dallo Stato ai diritti annuali camerali, ridotti del 50%. Sempre in ottica risparmio, almeno due dei 37 dipendenti presenti a Belluno saranno ricollocati in altrettanti Comuni, mentre uno andrà in pensione.

«Con questi “tagli” la Camera di commercio vuole recuperare delle risorse da investire sulle imprese», ha detto il presidente Pozza, che ha annunciato il decalogo delle azioni previste nel 2017. «Cercheremo di portare sempre più vicino a casa i servizi, visto anche l’orografia del territorio montano bellunese», ha precisato il segretario generale Romano Tiozzo, che poi ha aggiunto: «Il 2017 sarà un anno di grandi novità, a cominciare dall’attivazione nei comuni di Agordo, Feltre, Alpgo e Pieve di Cadore di uno sportello dove poter svolgere alcune attività semplici per le aziende: dalla consulenza alla timbratura dei libri contabili. Abbiamo anche avviato il tavolo tra l’ente camerale e la Provincia per gestire in maniera unitaria le progettazioni. E abbiamo chiesto al Comune capoluogo e ai due Gal di farne parte».

A proposito di Gal, la Camera di commercio è entrata ufficialmente a far parte del Gal dell’Alto Bellunese (del Basso faceva già parte). «Questo ci permetterà di avere un unico organismo per progetti turistici, turismo su cui vogliamo iniziare a lavorare», ha detto Pozza, annunciando, «di aver messo a disposizione 7 mila euro per l’inaugurazione del museo di palazzo Fulcis».

L’ente camerale lavorerà anche per consegnare a domicilio i certificati per l’esportazione dei prodotti, cosa che oggi non è possibile, ma che grazie alla digitalizzazione e all’informatizzazione spinta dell’ente sarà dal 2017 una realtà. Il tutto dietro il pagamento di una piccola somma di denaro.

«Lavoreremo anche per fare degli accordi con le 15.918 imprese che operano nel Bellunese per collocare i giovani, sia quelli che frequentano l’università, sia quelli delle scuole superiori, per i quali è obbligatoria l’alternanza scuola-lavoro. Tra Treviso e Belluno dobbiamo collocarne 30 mila. Non è un compito da poco e su questo saremo particolarmente impegnati nei prossimi mesi», ha sottolineato Tiozzo.

Tra le iniziative, la Camera di Commercio avvierà a febbraio un sondaggio tra le 600 imprese (150 nel Bellunese) «per capire quali sono le loro esigenze e ottenere qualche idea sull’utilizzo dei fondi camerali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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