La mozione scatena la reazione dei dirigenti

Florida ed Erranti in una lettera fanno le loro rimostranze. I consiglieri replicano: «Non era personale»

BELLUNO. Un attacco personale. Che «lede la dignità», «incide sulla vita professionale», «colpisce precludendo qualsiasi possibilità di replica». Parole durissime, quelle usate dai dirigenti del Comune Maura Florida e Carlo Erranti, che male hanno digerito la mozione votata dal consiglio comunale il 30 novembre. Il testo era stato ammorbidito rispetto alla versione iniziale, nella quale si parlava di “giungere al superamento dell’area della dirigenza”.

Nel nuovo testo, che è stato votato dal consiglio con i voti contrari di Maria Cristina Zoleo e Ida Bortoluzzi, l’astensione di Pingitore e la non partecipazione al voto di Balcon, si indica alla giunta «la necessità di organizzare il lavoro secondo progetti e forme operative più agili» e «di giungere al superamento dell’attuale assetto organizzativo».

Maura Florida e Carlo Erranti erano in aula al momento della discussione e due giorni dopo hanno scritto una lettera che è stata protocollata e inviata a tutti i consiglieri. La mozione, scrivono, contiene «una chiara rilevanza personale». E ne elencano le ragioni, con una serie di frasi introdotte dall’espressione «è personale perché». Lo sarebbe, secondo i due dirigenti, perché «colpisce me, come figura da sopprimere senza una concreta idea organizzativa a monte, salvo quella di eliminare le figure apicali; colpisce me che sono assunto con regolare concorso a tempo indeterminato; colpisce me che sono stato sempre presente quando necessitava un supporto tecnico».

I dirigenti rivendicano il loro ruolo, l’aver affrontato «continue riorganizzazioni di dubbie finalità», l’aver «assistito il sindaco e gli assessori nelle commissioni fino a tarda sera». I dirigenti si sentono colpiti sul personale, ritengono lesa la loro dignità, obiettano che la mozione sia stata votata «a posteriori di una vicenda conclusasi con una buonauscita» e «a pochi mesi dalla fine del mandato amministrativo».

Fra i consiglieri i sentimenti sono di meraviglia, stupore e non solo. «Questa risposta è scandalosa», attacca Rufus Bristot, capogruppo di Insieme per Belluno, il gruppo che ha presentato la mozione in consiglio. «I dirigenti non lavorano gratis, stavolta hanno travalicato il loro ruolo, che è tecnico, mentre il consiglio comunale ha tutto il diritto e la legittimità per assumere atti di indirizzo politico». Secondo Bristot «l’hanno messa loro sul piano personale» e «se c’era qualche dubbio sulla necessità di una riorganizzazione complessiva, questa lettera li ha fugati tutti».

Anche il capogruppo di In Movimento, Marco Purpora, pensa che nella mozione non ci sia nulla di personale: «Si parla solo della riorganizzazione della macchina comunale, andando nella direzione tracciata dall’allora assessore Tomaso Zampieri. La lettera mi meraviglia, non c’è alcun intento persecutorio nei loro confronti». Purpora deve ancora valutare se rispondere alla lettera: «Ma si rischia di alimentare una polemica senza fine».

Risponderà, invece, il Movimento 5 stelle. «La mozione non tocca tasti personali, qui si parla di organizzazione non di persone», spiega Sergio Marchese. «E nell’attuale organizzazione ci sono delle falle. Certo è che i dirigenti sono figure tecniche, e che commentino una mozione (atto politico) travalica il loro ruolo».

Per la capogruppo del Pd Claudia Bettiol, un problema evidentemente c’è, ed è di «dialogo fra l’amministrazione e i dirigenti», spiega. Il suo gruppo ha votato la mozione, «perché non sono contraria alle riforme, ma va anche detto che la mozione non dice nulla. Solo di riorganizzare la macchina comunale. Forse però qualche problema c’è, se questa giunta ha rifatto tre volte la macrostruttura. Con i dirigenti bisogna dialogare, altrimenti sorgono problemi. Non mi spiego come mai si faccia una mozione simile se i dirigenti hanno tutti valutazioni positive».

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