I sindaci si spaccano e spuntano quattro liste

Si vota l’8 gennaio, in bilico l’accordo unitario trovato due anni fa col listone unico Gli agordini si starebbero muovendo, poi c’è il Bard. Oggi riunione decisiva

BELLUNO. Tre liste per il rinnovo del consiglio provinciale. O magari quattro. Altro che listone unico, bipartisan, come due anni fa. L’elezione del consiglio provinciale, anche se non affidata ai cittadini ma ai consiglieri comunali e ai sindaci, è diventata un’elezione a tutti gli effetti. Con più soggetti in corsa e un clima che negli ultimi giorni si è andato surriscaldando.

Ad agitare le acque sono le liste che si contrapporranno a quella degli uscenti, ma anche una certa frizione nata fra i sindaci dell’Agordino e il resto della provincia. L’ha scatenata la presa di posizione sui migranti, ma è stata alimentata da alcune scelte (come quella sulla gestione dei rifiuti) fatte dalla vallata e che sono piaciute poco ai sindaci dei due Comuni più grossi della provincia, Belluno e Feltre. Tant’è che gira voce che i sindaci dell’Agordino vogliano costruire una lista di candidati al consiglio provinciale.

I numeri li avrebbero, parliamo di quindici Comuni (Agordo si è sfilato dalla polemica migranti) e un’ampia platea di sindaci e consiglieri, ma va anche detto che il peso di ciascun voto, in Comuni piccoli come quelli della vallata, è minimo. Il sistema di voto in Provincia, infatti, è ponderale, sulla base della popolazione. Il peso è stato ridefinito quest’anno: quello di un consigliere di Feltre vale 592 punti, a Belluno 528, nel Comuni con popolazione fra 5001 e 10 mila abitanti 264 punti. Nei Comuni in cui vivono fra 3001 e 5000 abitanti il voto pesa 175 punti, in quelli che hanno meno di tremila residenti appena 65 punti. Fanno gola i voti dei consiglieri di Belluno e Feltre, ma anche di Ponte nelle Alpi, Sedico, Alpago, Santa Giustina, Mel.

La notizia di una possibile lista dell’Agordino getta benzina sul fuoco ad una situazione già esplosiva. Secondo Leandro Grones e Pierluigi Svaluto Ferro si tratta di una bufala: «Penso convergeranno sulla lista unica», dice il sindaco di Perarolo. «E mi auguro anche che le altre liste non mettano candidati di facciata, dei quali non si nota neanche la presenza in Provincia».

«L’accordo politico di due anni fa tiene se c’è una lista unica», dice Paolo Perenzin (Feltre). «Se le liste si moltiplicano cosa resta di quell’accordo? E il quadro attuale ha già dimostrato che l’unione territoriale non c’è». Di liste potrebbero essercene addirittura quattro. Sicura quella del Bard, “Consiglieri per l’autonomia”, che sarà composta di consiglieri e porterà in Provincia i temi cari al Movimento autonomista (elettività della Provincia, autonomia del territorio). È in costruzione anche un’altra lista, che secondo molti sindaci sarebbe di Vivaio Dolomiti. «Vivaio non fa liste, appoggia però chiunque dimostri attenzione e interesse nel voler portare avanti i progetti in cui crediamo», smentisce il presidente, Gianni Pastella. Eppure una lista si sta formando. Sarebbe composta, a quanto è dato sapere, da alcuni consiglieri scontenti dell’attuale situazione.

C’è grande fermento anche nella lista “degli uscenti”. Alcuni (Grones, Bogana) stanno ancora valutando se ricandidarsi. Ci saranno sicuramente i sindaci di Sedico Stefano Deon, Ponte nelle Alpi Paolo Vendramini, Longarone Roberto Padrin. Anche Svaluto Ferro ha dato la sua disponibilità.

Per Belluno e Feltre dovrebbero candidarsi gli attuali sindaci, anche se ne farebbero a meno: da un lato hanno la campagna elettorale alle porte, dall’altro in caso di sconfitta Belluno e Feltre sarebbero rappresentate da consiglieri comunali di minoranza. Ma questa è la legge elettorale per la Provincia, «e anche per questo dobbiamo batterci affinché la Provincia torni elettiva», afferma Perenzin.

In ogni caso, la lista degli uscenti avrà dieci candidati. Potrebbe rientrare un candidato dell’Alpago, rimasto fuori due anni fa. E potrebbe anche esserci qualche esclusione di peso. Oggi i sindaci si incontreranno in una riunione a porte chiuse, per trovare la quadra. E capire se ci sono i margini per trovare un accordo.

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