Sindaci, duro confronto consiglio “con scadenza”

BELLUNO. I sindaci cercano di ricostruire l’unità del territorio. È stato un confronto franco, ma anche acceso, quello di ieri in sala Affreschi. Sulle poltrone si sono accomodati una quarantina di...

BELLUNO. I sindaci cercano di ricostruire l’unità del territorio. È stato un confronto franco, ma anche acceso, quello di ieri in sala Affreschi. Sulle poltrone si sono accomodati una quarantina di sindaci, per tentare di chiudere la lista istituzionale che si presenterà al rinnovo del consiglio provinciale, l’8 gennaio. La riunione avrebbe dovuto durare un’oretta, ha superato l’ora e mezza. E alcune prese di posizione si sono udite fin dal corridoio esterno.

Regna la concordia? «Tantissimo», ha ironizzato un sindaco della parte alta dell’Agordino uscendo qualche minuto a prendere aria. Anche perché del tema non si è mai parlato, prima di ieri: «È tardi, mancano tre giorni alla consegna delle liste», è sbottato Ennio Vigne (Santa Giustina). «Perché non ne abbiamo parlato prima?».

Inutile pensarci. L’obiettivo è guardare avanti e chiudere la lista. In tempo: la consegna va fatta entro le 12 di lunedì. I sindaci ieri si sono confrontati su quell’accordo istituzionale, nato a fine estate 2014, che ha portato alla lista unica e alla rappresentanza - politica e territoriale - di tutta la provincia. Un accordo difficile da applicare oggi, perché le due liste in costruzione (è rientrata l’ipotesi di una lista della vallata agordina) rischiano di portare via posti a qualcuno. Com’era successo due anni fa, quando l’Alpago rimase fuori da Palazzo Piloni per l’ingresso di un consigliere del Bard. L’Alpago è stato poi ampiamente ripagato con la presidenza del Consorzio Bim. Oggi il quadro è ancora più complicato. «Quelle due liste sono un’incognita», ammette Serenella Bogana, sindaco di Alano.

Sul tavolo molte questioni. Belluno ha chiesto di avere due consiglieri in lista, uno in rappresentanza della maggioranza e l’altro della minoranza (per la prima è probabile il nome di Marco Purpora). Feltre avrà un posto, e non sarà occupato da Ezio Lise, ma neanche dal sindaco Perenzin. Da un lato c’è la campagna elettorale alle porte, dall’altro il rischio che Feltre (così come Belluno) vengano rappresentate, in caso di sconfitta del sindaco uscente alle comunali, da un consigliere che siederà in minoranza nei rispettivi Comuni.

Perenzin si confronterà con i suoi per trovare il nome e ha posto anche una condizione ieri: che la lista sia a tempo determinato. «Chi sarà eletto rimanga in carica fino alle elezioni comunali della prossima primavera», ha spiegato alla fine della riunione. «Poi si faccia una verifica politica e si decida se ci sono le condizioni per mantenere il consiglio in carica». E se non ci saranno? «Dimissioni». Solo della lista istituzionale, però, perché non si può mettere questa clausola al per le altre due liste in corsa. Deve essere una scelta, personale.

«Non si può pensare che in Provincia non ci siano rappresentanti di Feltre e Belluno», ha evidenziato anche Leandro Grones (Livinallongo). Proprio lui e Paolo Vendramini hanno ricevuto il mandato di incontrare il sindaco di Belluno (oggi) per definire i nomi del capoluogo. «L’assemblea è compatta, è stato sottolineato il lavoro importante fatto in questi due anni dal consiglio provinciale», ha concluso Vendramini. «Sono stati ottenuti ottimi risultati, da Unico studenti ai mondiali di sci di Cortina 2021, dalla salvaguardia delle biblioteche ai Fondi dei Comuni di confine».

Avanti dritta, dunque, con la lista dei sindaci con scadenza al più tardi a giugno 2017.

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