Tesoro da 300 mila euro con gli utili della farmacia

I fondi a disposizione sono reinvestiti quasi tutti per sostenere il welfare con i crescenti bisogni della popolazione indigente e i servizi della casa di riposo

FELTRE. Un utile di oltre trecentomila euro, grazie alla farmacia comunale, da reinvestire quasi tutti nel welfare, per far fronte al bisogno sociale crescente e alla gestione, sempre in passivo, dei servizi collegati alla casa di riposo. La previsione per il 2017 è di buon auspicio per la gestione corrente e delle spese straordinarie, ed è il frutto di una conduzione aziendale, quella presa in mano dal presidente del cda, Angelo Dalla Costa, attentissima a come si spendono i soldi. Il granaio della municipalizzata resta sempre la farmacia comunale diretta da Alessandra Portunato. Che però, evidenzia il presidente Dalla Costa, è rinforzata e potenziata nell'offerta di servizi, dall'orario continuato dalle 8 alle 20 di sera, alle attività di consulenza e all'apertura temporizzata, sei giorni su sette, dell'ambulatorio che fa attività di pronto soccorso leggero e di prevenzione e monitoraggio delle malattie croniche, come il diabete e l'ipertensione.

«Per quanto la farmacia comunale non abbia risentito di contraccolpi congiunturali», spiega Dalla Costa, «l'invito che continuiamo a fare ai feltrini è di considerare questo come un servizio comunitario e di continuare a sostenerlo perché resti come tale. L'opzione di acquisto dei farmaci nella comunale diventa così l'equivalente del cinque per mille a favore della nostra realtà comunitaria».

Anche perché, sottolinea il presidente, la gestione dell'ufficio casa, dei servizi sociali che nella previsione 2017 arriveranno ad incidere fino a 197 mila euro, e dell'integrazione della retta alberghiera per gli anziani indigenti che si attesta di media su un valore annuo fra i sessanta e i settantamila euro, «devono poter essere in salute finanziaria perché non venga meno il principio dello stato sociale». Il presidente Dalla Costa ha rovesciato la piramide di funzione e competenze, attribuendo ai collaboratori più stretti, cioè quelli a diretto contatto con i bisogni degli utenti, un'autonomia gestionale che non esula dal confronto, per quanto riguarda i centri di costo e gli obiettivi di budget, con il cda e il comune.

Il cambiamento organizzativo prevede l'assegnazione di incarichi strategici a professionisti individuati in Fabrizia Schievenin direttrice dell'azienda e a Federica Zabot alla quale si attribuisce la funzione assimilabile a quella del case manager per l'intero percorso di accoglienza e di eventuale dimissione dalle case di riposo. "E questo ha il significato di agevolare gli assistiti e i loro familiari in un percorso chiaro e trasparente con un referente unico, eliminando passaggi dispersivi". Entro breve, conferma il presidente, assunto un responsabile unico anche per l'area servizi sociali che coordinerà i quattro assistenti sociali in capo all'azienda.

Laura Milano

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