«La governance è decisa dal basso»

L’assessore Caner non ci sta a prendersi la colpa dell’immobilismo

La querelle sorta intorno all’immobilismo della Dmo, il consorzio per il turismo, infiamma anche la Regione che, tirata in causa per non aver dato indicazioni precise sulla sua costituzione, tramite l’assessore Federico Caner le canta a tutti. «Sono assolutamente fuori luogo», dice l’assessore, «e controproducenti le polemiche suscitate da chi afferma, per di più contraddicendosi, che da una parte la Dmo Dolomiti sarebbe in una situazione di stallo a causa di una presunta eccessiva ingerenza della parte pubblica rispetto a quella privata, e dall’altra per il fatto che la Regione avrebbe dovuto dotarlo di un regolamento coercitivo e di strumenti finanziari. Insomma tutto e il contrario di tutto».

«La Regione», precisa Caner, «ha dettato linee guida per la costituzione delle Dmo, senza imporre nulla dall’alto, anche perché esistono realtà molto diverse tra loro nei nostri territori, e oggi nel Veneto ne sono attive ben 15. Quella delle Dolomiti, poi, aveva più di altre lasciato ben sperare essendo stata l’unica a volersi dotare della forma giuridica del consorzio, presupposto per garantire una operatività immediata: se ciò non è accaduto, non mi pare corretto scaricare su altri eventuali responsabilità».

Caner, inoltre, ricorda come da Venezia siano arrivate delle risorse per l’avvio delle attività e per la strutturazione organizzativa delle Dmo. «Adesso, come avviene in tutta Europa, sono le destinazioni stesse che devono investire con proprie risorse nell’informazione, accoglienza, promozione e commercializzazione del prodotto turistico. La Regione non può e non intende in alcun modo sostituirsi alle attività attribuite alle Dmo, attività che derivano dal coordinamento tra gli attori pubblici e privati della destinazione stessa: il turismo non può prescindere dalla cooperazione tra chi amministra il territorio in ambito locale e il sistema delle imprese».

E poi sottolinea come Venezia «ha investito molto nel territorio montano, con risorse proprie (ben 12,5 milioni €) per i due bandi per l’ammodernamento e l’innovazione delle strutture turistico ricettive e con i fondi europei Por Fesr per i club di prodotto nella forma di reti (1,8 milioni). Ci sono poi i fondi ex-Odi, di cui 5 milioni di euro solo per la promozione. Quindi, ognuno faccia bene la propria parte».

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