«Teneteci pulita la strada del passo Sant’Antonio»

SANTO STEFANO. C'è una domanda sulla quale i sindaci del Comelico e di Sappada hanno insistito, a nome delle loro comunità, con i dirigenti Anas al vertice di Santo Stefano. «Potete garantirci che...

SANTO STEFANO. C'è una domanda sulla quale i sindaci del Comelico e di Sappada hanno insistito, a nome delle loro comunità, con i dirigenti Anas al vertice di Santo Stefano. «Potete garantirci che la galleria Comelico è sicura? O, almeno, che diventerà tale dopo gli interventi che vi apprestate a fare».

L'ingegner Claudio De Lorenzo, capoarea, ha detto sì.

«Per la verità», annota Alessandra Buzzo, sindaco di Santo Stefano, «l'ingegner De Lorenzo ha aggiunto un avverbio: “ragionevolmente”. E' evidente il significato che gli dobbiamo dare: a rigor di conoscenza, la galleria non dovrebbe dare problemi. Ma la paura resta, perché tutti noi sappiamo come è stata costruita, in particolari quali materiali sono stati utilizzati».

In sede di vertice, anche Marco Staunovo Polacco, sindaco di Comelico Superiore, non ha nascosto le sue preoccupazioni. E ieri, di nuovo, lo stesso presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha rilanciato questi dubbi, le perplessità di tanta parte del Comelico e di Sappada, dicendo che chi ha la responsabilità di rassicurare dia finalmente una risposta certa agli interrogativi che da 30 anni gli abitanti si pongono. «Se le nostre opere vanno ri-consolidate già dopo 30 anni, qualche dubbio è lecito», ha specificato.

All'invito del prefetto Francesco Esposito hanno risposto ieri pomeriggio, a Santo Stefano, i massimi dirigenti compartimentali dell'Anas, i sindaci del Comelico e il vicesindaco di Sappada, la presidente della Provincia, Daniela Larese Filon, i comandanti delle forze dell'ordine e dei vigili del fuoco, il responsabile del 118, il presidente di Dolomitibus, i tecnici di Venetostrade e rappresentanti delle categorie economiche. La preoccupazione di tutti è stata di limitare al minimo i disagi per i lavori di impermeabilizzazione nel primissimo tratto, verso Auronzo, del tunnel costruito nel 1986. Si tratta di una quindicina di metri quadrati, con l'aggiunta, però, di altre sistemazioni. L'operazione più delicata sarà quella di siringare materiali speciali nel calcestruzzo in modo, appunto, da bloccare le infiltrazioni. A Veneto strade si è rivolto in particolare il sindaco Staunovo per chiedere un monitoraggio continuo della strada del passo Sant'Antonio, soprattutto per evitare le placche di ghiaccio, che potrebbero moltiplicarsi con la precipitazione nevosa in arrivo. La strada non permette comunque il transito ai mezzi oltre i 35 quintali. Ed ecco, pertanto, la necessità di posizionare anche un servizio di controllo. I camion, dunque, dovranno rassegnarsi a circumnavigare il Comelico salendo il passo di Monte Croce e scendendo fino a Dobbiaco, per poi svoltare a sinistra verso Cortina. Per quanto riguarda i mezzi di soccorso, il sindaco Buzzo ha chiesto al primario dell'emergenza di dislocare in Comelico la sospirata automedica. Sospirata nel senso che è stata sollecitata anche per i tempi non di emergenza. Sarà il direttore generale, evidentemente, a decidere, anche in base alle prime notti di chiusura. Il transito in galleria di notte è consentito alle autoambulanze, ma il servizio dovrà anticipatamente avvertire il capocantiere della situazione che si sta creando, in modo che la corsia venga liberata per tempo, non all'ultimo. Per la prima corriera del mattino, quella dei lavoratori dell'occhialeria che si recano in Cadore e a Longarone, non vi dovrebbero essere problemi. Sicuramente qualcuno in più la sera, perché il cantiere dovrebbe interrompersi a neppure un'ora dall'inizio del lavoro. (f.d.m.)

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