I pensionati chiedono a Ponte di aumentare l’esenzione Irpef

Nuova tappa per la contrattazione sociale con le amministrazioni locali portata avanti da Cgil e Cisl Il segretario Spi Renato Bressan: «C’è una parte della popolazione che non se la passa benissimo»

PONTE NELLE ALPI. Sono diverse le istanze portate da Cgil e Cisl Belluno, insieme alle rispettive federazioni dei pensionati, che il Comune di Ponte nelle Alpi dovrà valutare in vista dell’approvazione del bilancio di previsione.

La scorsa settimana l’incontro tra Renato Bressan, segretario generale Spi Cgil, il sindaco Paolo Vendramini e l’assessore al bilancio Andrea Pontello. La riunione ha costituito una delle “tappe” della contrattazione sociale che i sindacati hanno avviato con tutte le amministrazioni della provincia.

«I dati pubblicati dal ministero dell’Economia dicono che il trasferimento per Ponte nelle Alpi nel 2017 sarà di 632 mila euro, 10 mila in più rispetto al 2016, per fortuna. Ragioniamo quindi con risorse aggiuntive», spiega Bressan. «D’altro canto, il ristoro per la Tasi è pari a 289 mila euro, mentre nel 2015 il Comune ne aveva incassati 364 mila».

Sul fronte Irpef, Ponte incassa 725 mila euro all’anno. L’esenzione è fino a 8 mila euro. «Ponte è uno dei Comuni che ha applicato la progressività così come era stata da noi richiesta», commenta Bressan. «Ragioniamo però sugli imponibili: su un totale di 120 milioni annui soggetti all’Irpef, fino ai 15 mila euro gli imponibili sono 17 milioni. C’è quindi una parte di popolazione che non se la passa benissimo. Per andare incontro ai pensionati e a chi è in difficoltà, abbiamo chiesto al Comune di mantenere la progressività, ma anche di aumentare la soglia di esenzione: da 8 a 15 mila sarebbe l’ideale. Sarà l’amministrazione a fare le sue valutazioni».

Per il pagamento della Tari, i sindacati hanno invitato il Comune ad adottare un sistema di tariffazione ridotta utilizzando l’Isee, con una delibera o un fondo ad hoc («Sul modello, per esempio, di Agordo o Calalzo», dice Bressan).

A Ponte è stata aumentata la spesa sulla funzione sociale, passata dai 2 milioni e 715 mila euro del 2014 ai 2 milioni e 900 mila del 2015. «Sarebbe però necessario introdurre l’Isee, quello riformato, sui pasti a domicilio», continua il segretario Spi. «La Fondazione Casa del Sole mette a disposizione 5 euro al giorno per ogni persona: una cifra che sarebbe da modulare, appunto, in base all’Isee».

«L’incontro è stato molto utile e abbiamo parlato dei dati del Sose, l’organismo del ministero dell’Economia e delle Finanze che rileva e valuta i fabbisogni standard dei Comuni italiani, che proprio di recente ha visto “premiare” Ponte», sottolinea il sindaco, Paolo Vendramini. «Ora valuteremo tutte le istanze che i sindacati hanno evidenziato e le porteremo in bilancio. Abbiamo poi intenzione, sempre su indicazione delle parti sociali, di andare a sottoscrivere il patto anti-evasione (finora solo Livinallongo, a livello provinciale, si è mosso in questa direzione, ndr)».

Martina Reolon

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