Largo Poste di Cortina, il park perde un altro piano interrato

La SeAm si è fatta i conti in tasca: con ogni probabilità presenterà al commissario un’ipotesi per salvare l’opera avviata, conservando gli attuali 72 posti auto esterni

CORTINA. Sarà probabilmente ridotto ad un piano il progetto di park interrato in Largo Poste. La decisione finale spetta al commissario Carlo De Rogatis e verrà assunta nelle prossime settimane.

Si è riunito il cda della Servizi Ampezzo, la municipalizzata presieduta da Sandro D’Agostini che si occupa dell’opera: ha fatto il punto sulla situazione ed ora è in fase di stesura una analisi da consegnare a De Rogatis con le ipotesi su ciò che sarà dell'opera. Da SeAm le bocche sono cucite.

«Stiamo lavorando alla relazione da consegnare a De Rogatis», dichiara D’Agostini, «ma al momento non posso anticipare altro». Ma le ipotesi sul tavolo restano essenzialmente due: una quasi certa e l’altra, seppur gradita, che resta un sogno.

La soluzione che molto probabilmente verrà deliberata da De Rogatis prevede la realizzazione di un piano interrato di parcheggio. Si riduce quindi di molto il piano iniziale. Il progetto, partito nel 2010, prevedeva la realizzazione di un parcheggio interrato su tre piani, poi ridimensionato a due con un mezzanino al terzo da 8 posti auto. L’idea era stata poi ulteriormente ridotta, levando anche il mezzanino, e si era andati avanti con un progetto a due piani interrati per 154 posti auto e la riqualificazione della piazza che doveva divenire pedonale, futura sede delle cerimonie di premiazione dei Mondiali 2021 e di eventi realizzati all'aperto.

La soluzione che sembra sarà vagliata da De Rogatis prevede invece un piano solo interrato e che la piazza resti a parcheggio con gli attuali 72 posti auto a disposizione. In questo modo si troverà l’equilibrio tra la capacità finanziaria della società e il lavoro da realizzare.

Questa scelta terrebbe infatti conto degli impegni assunti da SeAm, che ha già venduto sulla carta progettuale, all'asta, 50 posti auto interrati per un introito di circa 8 milioni e mezzo, ed ha già investito circa due milioni e mezzo per le bonifiche belliche, le opere di asfaltatura, le progettazioni, le gare di appalto ed i carotaggi. L’altra ipotesi che De Rogatis potrà valutare è quella di stralciare l’opera, ma è la soluzione più improbabile.

Sono infatti già stati spesi 2 milioni e mezzo per l'iter e i lavori di carotaggi e bonifiche e sono stati venduti 50 posti auto: cancellare l'opera, (seppur lo chiedano da sempre a più riprese i commercianti della zona, il Comitato Civico Cortina, gli ex consiglieri di minoranza e molti residenti) è un'operazione che ora, considerando l'avanzamento dell'iter, risulta difficile da compiere. Il Comune rischierebbe cause e dovrebbe giustificare le somme già spese. La scelta di non realizzare l’interrato in Largo Poste, zona delicata in pieno centro, che nel sottosuolo ha falde acquifere, doveva secondo i più esser presa fin dall'inizio.

Quando si scelse di dotare Cortina di un nuovo parcheggio si sarebbe dovuto decidere di realizzarlo altrove, di ampliare l'area di Lungo Boite o di crearne uno interrato alla stazione.

Alessandra Segafreddo

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