La guida turistica: «Amano l’arte e i prodotti tipici»

Marta Azzalini lavora con gruppi ma organizza anche percorsi per i bellunesi

BELLUNO. Come li conosce lei, non li conosce nessuno. Marta Azzalini è una delle 17 guide turistiche che operano in provincia di Belluno. Un mestiere giovane, a cui si accede tramite un esame, ma che per tanti è un secondo lavoro perché non è facile vivere solo di turismo. Anche se qualcosa, forse, sta cambiando.

«I bar in città non mancano ma quello che cercano i turisti sono i prodotti tipici. Il pastin, la polenta sponcia, lo schiz e i formaggi. Il sabato si trovano negozi aperti ma la domenica è difficile soddisfare queste esigenze» spiega la guida, «è un peccato che l’ufficio turistico non sia aperto tutti i giorni, ad orario continuato. Secondo me il target che andrebbe intercettato è quello del turista che percorre l’Alta Via, oppure quello dei ragazzi giovani».

I gruppi che le guide turistiche portano in città sono solitamente comitive numerose composte da persone piuttosto anziane. «Si cammina parecchio e per alcuni può essere un problema» osserva Marta.

I turisti solitamente partono dal Veneto - in alcuni casi anche da fuori regione - e dedicano alla visita della città una mattina o un pomeriggio. La visita al capoluogo è di solito associata ad un’altra città come per esempio Feltre o Mel. Altri invece preferiscono il Vajont.

«Peccato non poterli portare per ragioni di tempo anche in luoghi come Borgo Piave o Borgo Pra» aggiunge Marta. Piacciono anche i tour dedicati a percorsi particolari. Ad esempio le visite a Bolzano Bellunese accompagnati da un geologo o i percorsi a tema come quelli dedicati alle spade bellunesi. Come nelle grandi città, anche a Belluno si può fare un tour dedicato a Riccardo Alfarè, locale “archistar” che firmò nelle prime decadi del ’900 il cinema Italia, il ponte della Vittoria e gli edifici in stile Liberty di via Caffi. (v.v.)

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