Il rifugio Scarpa cambierà gestione

Note polemiche all’assemblea di domenica tra il Cai e i Lazzaro

AGORDO. Rifugio Scarpa in crisi: di chi sono le responsabilità? Dall'assemblea annuale della Sezione agordina del Cai di domenica è emerso con forza il problema legato a uno dei due rifugi di proprietà del sodalizio, lo Scarpa-Gurekian all'Agnèr. Il rifugio rimarrà chiuso per tutto l'anno in corso per permettere lavori di adeguamento a vari livelli (75 mila euro). Basteranno per rilanciare una struttura che, a differenza dell'altra di proprietà, il Rifugio Carestiato in Moiazza (gestito da Diego Favero), fatica a ritagliarsi un posto di rilievo nell'ambito del turismo in quota? Anna Magro non ha nascosto “perplessità” sulla gestione della famiglia Lazzaro. Perplessità che fanno presagire l'idea di un cambio gestionale a lavori ultimati.

Pur riconoscendo alcune difficoltà incontrate dai gestori, la sezione ha rivendicato sia i propri interventi, sia quelli dell'amministrazione comunale di Voltago. In particolare il socio Giorgio Fontanive ha ringraziato il sindaco Bruno Zanvit per aver realizzato in due stadi, dal 2012 ad oggi, la strada che porta al rifugio: «gestito - ha detto - in maniera non proprio lineare».

La lettura di Aron e Maurizio Lazzaro è stata diversa. I gestori hanno lamentato la dismissione della seggiovia nel 2012 (ma è stato loro ricordato che della cosa erano a conoscenza) e la mancanza di un secondo pozzo di risorgiva. «Privi di via di arrivo percorribile al rifugio - hanno aggiunto - solo l'acquisto, a nostre spese, di un quad, ha consentito dal 2012 al 2014, e non senza importanti difficoltà, l'operatività in andata e ritorno tra Frassené e il rifugio». A ciò si è aggiunta nell'estate 2013 la carenza idrica legata allo scarso approvvigionamento dell'unica risorgiva con pozzo a disposizione del rifugio; quindi nell'inverno 2016 il congelamento dell'unico tratto di tubazione a servizio del rifugio. «Quest'anno - hanno detto - siamo intervenuti tentando di attingere direttamente alla sorgente, a valle del rifugio, con alterna fortuna». Altra lamentela dei gestori (il loro contratto scade a fine aprile) è legata al fatto che il rifugio: «non ricade all'interno dei circuiti sentieristici più famosi e frequentati. Le amministrazioni e le infrastrutture - ha detto al proposito Aron Lazzaro - non sono ancora consapevoli e organizzate per il potenziale turistico sempre in crescita, avendo perso buona parte di esso negli ultimi decenni». Per far conoscere il rifugio, i Lazzaro dicono di aver promosso svariate iniziative culturali con ospiti nazionali e internazionali. Ma, evidentemente, ciò non è bastato a dare ali al rifugio Scarpa-Gurekian se, come dicono i gestori, «la passione ha superato la soddisfazione economica».

Anna Magro ha risposto stizzita che la strada adesso arriva davanti alla porta del rifugio: come dire, dal suo punto di vista, che se la soddisfazione economica non c'è stata non può essere tutta colpa del meteo, del sindaco o del Cai.

Gianni Santomaso

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