Addio a Rino Zoldan sindaco e primo diacono

La comunità di Castellavazzo piange l’amministratore degli anni del Vajont Si è spento a 86 anni dopo una vita dedicata all’impegno politico e sociale

LONGARONE. Lutto nella comunità di Castellavazzo per la morte di Rino Zoldan, sindaco del paese durante il Vajont e per diversi mandati successi, ricordato anche per la sua attività di volontariato e religiosa come primo diacono permanente della diocesi.

Zoldan aveva 86 anni ed era originario di Codissago. Aveva lavorato nella vecchia cementeria di Castellavazzo e poi all’Enel. Numerosi i mandati da primo cittadino e amministratore tra gli anni Sessanta e Settanta nelle file della Democrazia Cristiana. Era il periodo del disastro del Vajont per cui si adoperò molto, anche in sinergia con la minoranza dell’epoca.

«Era una persona gentilissima ed educata - è il ricordo dell’ex sindaco Marilena Zoldan che ha condiviso con lui diversi anni di esperienza amministrativa - una figura sempre attenta all’aspetto umano e ai problemi delle persone. Andava spesso al di là dei semplici compiti istituzionali, con un taccuino sempre pieno di annotazioni».

«È stata una figura importante - il commento del vicesindaco Sonia Salvador, ultimo sindaco di Castellavazzo prima della fusione - era un punto di riferimento per il paese sia per la sua professione di ragioniere al cementificio, che gli ha permesso di aiutare tanti emigranti di ritorno per ricerca di lavoro, sia per essere stato sindaco al tempo della ricostituzione. La sua frazione, Codissago, infatti è stata la più colpita dal disastro. Mi raccontava che all’epoca aveva in mente un progetto di ricostruzione in sinergia con Longarone, con una visione unitaria quasi simile all’attuale fusione».

Rino Zoldan aveva dato molto anche per il volontariato militando per esempio nel coro, negli alpini e nella Famiglia degli zattieri di cui era stato tra i fondatori. «Aveva dato tantissimo per la nostra comunità - spiega il castaldo della Famiglia, Arnaldo Olivier - per mantenerla viva, facendo talvolta da paciere negli attriti tra le persone grazie anche al ruolo di diacono. Fu tra i sei fondatori della nostra associazione alla fine del 1982, il nostro sodalizio deve tutto a persone come lui. Tra i suoi obiettivi c’era la realizzazione di una discesa con le zattere sul Piave, concretizzata nel 1992».

Da ricordare anche l’impegno religioso. Dopo la fine del suo mandato da sindaco, infatti, Zoldan nella metà degli anni Ottanta era diventato diacono permanente della diocesi, ovvero una figura di servizio all’attività religiosa. È stata la prima persona a ricoprire questo ruolo, di solito anticamera del sacerdozio.

«Con la sua consacrazione a diacono - spiega il parroco don Giuseppe Bernardi - aveva espresso al meglio la vocazione di carità, non solo nella sua parrochia ma anche con la Caritas diocesana. Era un uomo attento e generoso, aveva a cuore la sua valle. Ha dedicato il suo impegno fino all’ultimo, fino a quando le forze lo hanno sorretto».

La diocesi ha quindi espresso il suo commiato con una nota, con la partecipazione al lutto da parte del vescovo Renato Marangoni che celebrerà le esequie, del Vescovo emerito Giuseppe Andrich, e di tutti i sacerdoti. Lascia una numerosa famiglia con la moglie Anna Maria e i cinque figli. La famiglia era già stata scossa nel 2010 dalla tragica morte del figlio Gianni per un incidente domestico.

I funerali si svolgeranno, per questioni ci capienza, domani alle 15 nella chiesa di Castellavazzo. Poi la salma sarò deposta nel cimiero di Codissago. Oggi alle 20 ci sarà un rosario in chiesa a Codissago.

Enrico De Col

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