Partiti i lavori da quattro milioni per il depuratore

Falcade, l’opera verrà terminata nella prossima primavera Il sindaco Costa: «Benefici per l’intera Valle del Biois»

FALCADE. Ripresi i lavori per la costruzione del depuratore di Falcade che servirà a trattare i reflui provenienti dall’abitato di Falcade, dall’area artigianale I Pez e da Caviola. Un’opera per la quale sono stati stanziati 4 milioni di euro e che sarà terminata per la primavera 2018.

L’impianto a fanghi attivi sorgerà a valle del cimitero di Caviola e sarà dimensionato per 9700 abitanti equivalenti. Se in bassa stagione funzionerà una linea di trattamento delle acque, nei periodi di elevata presenza turistica ne verrà attivata un’altra.

«È un’opera importante - dice il sindaco di Falcade, Michele Costa - che illustreremo alla popolazione in un prossimo incontro. I benefici saranno in primis per il territorio, ad alta vocazione turistica, ma anche per l’intera Valle del Biois: grazie al depuratore potranno essere definitivamente eliminate le attuali vasche Imhoff, migliorato il processo di trattamento dei reflui in ingresso, aumentata la qualità dell’acqua restituita all’ambiente».

Fra i lavori previsti c’è infatti anche la posa di due nuovi tratti di rete fognaria per il collettamento dei reflui provenienti rispettivamente dall’abitato di Falcade con l’area artigianale e da Caviola. Le condotte (circa due chilometri in totale) consentiranno di raccogliere i reflui provenienti dalle attuali vasche Imhoff, dismesse in futuro, e di convogliarli, per il trattamento finale, al depuratore.

Questo sarà interamente coperto e chiuso con idoneo fabbricato, all’interno del quale vi sarà un comparto per il pretrattamento dei reflui (grigliatura, dissabbiatura e disoleatura), due linee per il trattamento biologico (nitrificazione e denitrificazione ed ossidazione) adatte ai diversi picchi stagionali, due vasche per la sedimentazione finale con ricircolo del fango, un comparto per i trattamenti terziari (filtrazione finale e debaterizzazione con lampade Uv dei reflui depurati prima della restituzione in natura). L’impianto sarà telecontrollato a distanza.

All’esterno, inoltre, saranno realizzate delle scogliere in massi ciclopici per protezione da eventuali piene o azioni erosive del torrente Biois. L’accesso all’impianto sarà garantito da una strada indipendente per evitare interferenze con la ciclopedonale utilizzata per diverse attività (sci da fondo, escursioni, gite in bici).

I lavori di realizzazione dell’impianto sono stati affidati alla Edilcostruzioni di Sedico e alla Fontana di Belluno che in contemporanea procederanno alla costruzione del manufatto vero e proprio e alla posa del tratto della rete fognaria.

«Con questo investimento, finanziato per metà dalla Regione e per la restante parte con gli introiti delle bollette - spiega Giuseppe Vignato, amministratore unico di Bim Gsp - centralizzeremo e miglioreremo i processi depurativi locali a beneficio dell’ambiente e del territorio. È uno tra i più importanti interventi previsti nel Piano degli investimenti 2017/2019, in cui abbiamo opere da realizzare in provincia per 24 milioni di euro». Gianni Santomaso

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