Il castello tuffi ha riaperto e la vasca rimarrà com’è

Dopo aver anche pensato di chiuderla, il Comune ha deciso di mantenerla In piscina si investe sul risparmio energetico: a breve l’impianto di cogenerazione

BELLUNO. Teso, carpiato, rovesciato o con avvitamento. Ci si può ancora tuffare dal castello della piscina di Lambioi. La struttura era stata chiusa per ragioni di sicurezza, ma Sportivamente Belluno (la società che gestisce gli impianti sportivi in città) ha fatto qualche intervento di manutenzione e da gennaio le associazioni sportive che usano l’impianto di Lambioi hanno potuto riprendere gli allenamenti.

Tramonta inoltre l’ipotesi di una riqualificazione della vasca tuffi: sarà mantenuta, almeno per il momento. A quanto pare, costerebbe di più trasformarla in una normale vasca nuoto che convertirla. La struttura, però, può essere usata solo per gli allenamenti: «Per organizzare gare dovremmo rifare le tribune», spiega l’assessore al bilancio Lucia Olivotto. «Le normative sono cambiate, negli anni, dunque per ora la vasca tuffi si può utilizzare, castello compreso, ma solo per gli allenamenti».

È stata una storia travagliata, quella della vasca tuffi del capoluogo. Quando l’amministrazione ha scoperto le difficoltà in cui versava Sportivamente, l’allora assessore Santesso aveva pensato di chiuderla. Questione di risparmi, si era detto allora. L’ipotesi era rimasta tale, ma poi è stato il tempo a metterci lo zampino: dal castello tuffi sono caduti in acqua dei calcinacci e un paio di anni fa Sportivamente ha precluso l’accesso alla struttura. Un bel danno per le società che insegnano questa disciplina ai bambini e ai ragazzi bellunesi.

Verso la fine dell’anno scorso c’è stato un incontro fra l’amministrazione comunale, la società e i genitori dei ragazzi appassionati di tuffi: «Le famiglie ci hanno chiesto di fare il possibile per consentire l’utilizzo del castello almeno per gli allenamenti», spiega l’amministratore unico di SB, Andrea Dalla Venezia. «Abbiamo fatto alcuni interventi di manutenzione e da gennaio le piattaforme a tre e a cinque metri si possono usare. Quella dei 10 metri no, ma non veniva utilizzata molto». Alla chiusura della piscina, in giugno, si vedrà se è necessario fare qualche altro intervento.

Di sicuro, però, la vasca tuffi non sarà riconvertita. «Servirebbero molti soldi, non basta eliminare il castello tuffi e alzare il fondo», spiega la Olivotto. «Bisognerebbe rifare completamente quella parte dell’impianto». E il Comune, al momento, non ha i soldi necessari. Anche perché ha scelto di investire le risorse sul fronte della sicurezza e del risparmio energetico: sarà rifatto l’impianto elettrico e a breve inizieranno i lavori per l’impianto di cogenerazione, che permetterà a Sportivamente di risparmiare fra i 30 e i 40 mila euro all’anno sulla bolletta del riscaldamento.

«Sarà un investimento di circa 400 mila euro, soldi che abbiamo a bilancio», conclude il vicesindaco. Sarà usata la parte libera dell’avanzo di amministrazione 2016. Il consuntivo andrà in consiglio entro la fine del mese, dal momento dell’approvazione potrà essere avviata la gara per affidare i lavori.

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