Turni massacranti e servizio festivo: si rischia lo sciopero in Dolomitibus

Un gruppo di autisti che opera a Belluno lamenta difficoltà e poco ascolto da parte dell’azienda: interviene l’Sls

BELLUNO. Turni massacranti, assegnazioni di mansioni discutibili, mancata indennità di guida per mezzi autosnodati e lavoro domenicale: si apre una stagione “calda” in Dolomitibus.

Ieri il sindacato Sls con il suo referente Vittorio Rosa ha “intimato” alla società di trasporto pubblico bellunese di rispondere ai lavoratori in merito ad alcune questioni che stanno rendendo difficile il lavoro, «altrimenti partirà la procedura di raffreddamento», che potrebbe portare anche a manifestazioni di protesta come lo sciopero.

I problemi all’interno di Dolomitibus erano stati denunciati qualche mese da un gruppo di lavoratori non aderenti alle sigle sindacali più conosciute. «Si tratta di oltre una decina di dipendenti su 30 del deposito di Belluno che lamentano turni stressanti, troppo rispetto ad altri colleghi di altre zone sempre all’interno della provincia di Belluno», precisa Fulvio Di Bernardo dell’Sls. «Denunciano anche una mancata equità di trattamento nei turni rispetto agli altri loro colleghi. Una situazione che sta diventano difficile da gestire per questi lavoratori che più volte hanno cercato un confronto con la società, con i suoi vertici, ma senza risposta».

A questa situazione complicata, si aggiunge ora anche «la volontà da parte dell’amministrazione comunale uscente di reinserire il servizio di trasporto domenicale. Una novità che ha colto di sorpresa i dipendenti. «I lavoratori non sono contrari a questo progetto voluto dal sindaco e ora in corso di organizzazione da parte della società», continua ancora Di Bernardo, «ma quello che non approvano è l’intenzione di reinserire, nel servizio domenicale che dovrebbe partire, la vecchia organizzazione, quella che c’era prima che l’attività venisse poi soppressa».

Il gruppo di autisti aderenti sono preoccupati per quello che succederà: da un lato devono fare i conti con turni massacranti giornalieri e dall’altro con l’arrivo di un nuovo servizio che si va ad aggiungere a quelli attuali già così “pesanti”.

I lavoratori hanno scritto ai vertici di Dolomitibus lamentando queste situazione e portando anche delle soluzioni che a loro dire potrebbero rappresentare da un lato un “alleggerimento” del loro impegno lavorativo e dall’altro minori spese per l’azienda. Ma a quanto pare dalla società non è venuta alcuna risposta.

«I lavoratori non sono stati per nulla ascoltati», conclude l’esponente del Sindacato Lavoro Società, «e così si sono rivolti a noi perché potessimo rappresentare i loro disagi. D’altra parte, come loro stessi hanno riportato nella missiva, risentono della mancanza di un filo diretto con le altre rappresentanze sindacali all’interno dell’azienda, che rende ancora più difficile trovare una sponda su cui appoggiarsi».

E così l’Sls ha deciso di inviare una lettera a Dolomitibus invitando l’azienda a rispondere e a dare ascolto ai problemi di questo gruppo di lavoratori che opera a Belluno. «Se non riceveranno risposta entro breve, saremo costretti ad avviare una procedura di raffreddamento per ottenere riscontri alle legittime richieste dei dipendenti. E non si esclude nemmeno la possibilità di organizzare uno sciopero».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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