Un residuato bellico nel cantiere del nuovo park

L’ordigno della Prima guerra è saltato fuori durante i lavori. Tutto sospeso in attesa del disinnesco

LIVINALLONGO. Nel cantiere per la costruzione del nuovo parcheggio a Pieve spunta una bomba della prima guerra mondiale. Lavori fermi finché non sarà bonificata la zona. Nei giorni scorsi sono partiti i lavori per la realizzazione del nuovo parcheggio in località Val del Hotel, alle porte dell’abitato di Pieve di Livinallongo. Un intervento di cui si parla da oltre 20 anni per risolvere l’annoso problema dei parcheggi nel capoluogo della vallata fodoma e che ora potrà essere realizzato grazie al finanziamento del Fondo per i comuni di confine.

Il parcheggio, dal costo di 1,3 milioni di euro avrà una capienza di 75 posto auto, tra coperti e scoperti, più alcuni riservati alle motociclette. Dopo aver delimitato l’area del cantiere che ha comportato, tra l’altro, il restringimento della carreggiata sulla sr 48 delle Dolomiti con l’istituzione di un senso unico regolato da semaforo, la ditta Edilcostruzioni di Sedico, che si è aggiudicata l’appalto, ha iniziato i lavori di scavo lungo la ripida scarpata sottostante la strada regionale. I lavori però si sono ben presto interrotti dopo che dalla benna dello scavatore è spuntata una bomba risalente alla prima guerra mondiale. Un evento non di certo raro nella vallata fodoma, che giusto 100 anni fa si è venuta a trovare sulla prima linea del fronte di guerra tra le truppe austroungariche e italiane. In quasi due anni e mezzo il territorio è stato letteralmente crivellato dai bombardamenti che avevano distrutto l’85% delle case. Lo stesso capoluogo Pieve il 18 agosto del 1915 era stato bombardato e bruciato dal fuoco amico austriaco sparato dal Forte La Corte per distruggere un potenziale punto di copertura alle truppe italiane in avanzata.

Dopo il ritrovamento dell’ordigno bellico, ancora inesploso, i lavori sono stati immediatamente sospesi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Arabba che hanno provveduto a mettere in sicurezza la zona e lo stesso ordigno ed avviare le pratiche per l’intervento degli artificieri ai quali spetterà il compito di rimuoverlo. Operazione che, a distanza di più di una settimana dal ritrovamento, non è ancora stata avviata. Pochi i particolari filtrati sulle caratteristiche dell’ordigno rinvenuto. Da quanto si è appreso, si tratterebbe di una bomba di piccolo calibro, ma comunque ancora potenzialmente pericolosa, in quanto inesplosa. Il cantiere è stato immediatamente chiuso. Si dovrà attendere l’intervento di una ditta specializzata che dovrà bonificare la zona, come conferma il direttore dei lavori Tito De Biasio. «Quando si trovano questi reperti bellici bisogna seguire una procedura ben precisa. Un caso simile mi è capitato proprio poco tempo fa nei lavori per il parcheggio di Largo Poste. Proprio domani faremo un sopralluogo con la ditta specializzata che abbiamo interpellato e che dovrà valutare quali interventi eseguire per la bonifica da altri ordigni che potrebbero essere ancora sepolti nell’area. «Quanto ci vorrà prima di poter riprendere i lavori? Difficile dirlo. Dipenderà dalle decisioni che saranno prese durante il sopralluogo».

Poco distante intanto, nell’ex Hotel Dolomiti ora Cesa de la cultura fodoma, lo storico edificio costruito agli inizi del 1900 come "Hotel Tirol" sono partiti i lavori di ristrutturazione, finanziati, anche questi dal Fondo per i comuni di confine. Un intervento dal costo di 500 mila euro grazie al quale sarà realizzato l’ascensore interno, nuovi servizi igienici, l’ampliamento degli spazi del Museo Ladino e la sistemazione della Sala Tirol.

Lorenzo Soratroi

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