Obiettivo 3, Zanardi aiuta i disabili sportivi 

Il campione ha percorso tanti giri facendo poi presenza allo stand del progetto legato a Tokio 2020

FELTRE. La città accoglie la 24 Ore Castelli nel migliore dei modi. All’evento si sono presentati ex campioni olimpici come Paolo Bettini e Jury Chechi e non solo, ma l’indiscussa stella della manifestazione è Alex Zanardi, che parla del fine per cui l’associazione “Obiettivo tre” è stata ideata: «È un progetto perfetto nelle intenzioni, poi sicuramente siamo in rodaggio. Lungo il cammino acquisiremo quell’esperienza che ci servirà per aiutare ancor meglio tutte le persone che possiamo sostenere per il percorso sportivo che ci auguriamo vogliano fare. È entusiasmante perché abbiamo fatto un primo momento di incontro in occasione della coppa del mondo di Maniago, vicino a Pordenone: sono venuti a trovarci i primi dodici ragazzi che si sono iscritti e che si sono reclutati nel nostro progetto. A breve faremo un test di valutazione con cinque di loro che hanno deciso di fare un percorso sportivo con l’handbike. Sono molto gasato, perché è una cosa bellissima: la speranza logicamente è di soddisfare non solo la nostra vocazione che è quella di aiutare quante più persone possibili, ma anche la nostra ambizione, perché un po’ di ambizione nella vita ci vuole.

L’ambizione è poi legata al nome: «Obiettivo tre significa che vorremmo trovare tre persone che oggi non stanno facendo sport e che nel 2020 saranno con me e con Giorgio Farroni a Tokyo. Sarebbe bellissimo».

Con grande entusiasmo aggiunge: «Se ne trovassimo di più, faremo obiettivo quattro, cinque, sei. Aggiungo che non ero mai stato alla 24 Ore e devo dire che c’è un clima fantastico: la gara è piacevole e molto divertente. È la festa del ciclismo per chi è appassionato e in generale è una festa bellissima soprattutto per la città. Si tratta di un momento di aggregazione in cui lo sport è “la scusa” per scendere in piazza, fare due chiacchiere, fare il tifo per chi corre e anche per sentirsi incitato da chi sta a bordo del percorso e ti lancia un urlo che ti carica. Il percorso in sé è divertente e per nulla noioso, anzi: c’è un po’ di tutto, la salita, la discesa, le curve tecniche, il pavè. Proprio forte».

Di Obiettivo tre parla anche Paolo Bettini: «Io, Jury Chechi e gli altri sportivi siamo vicini ad Alex Zanardi per cercare di portare un contributo positivo al progetto. Alex è una grande persona con delle risorse umane incredibili che mette sempre a disposizione degli altri. Obiettivo tre mira ad aiutare altri atleti disabili per cavalcare un sogno che è quello di andare alle prossime Olimpiadi e noi che le abbiamo fatte sappiamo cosa significa partecipare e se possiamo anche solo con la presenza dare una mano lo faremo molto volentieri».

Dante Damin

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