Sos da “Il Gabbiano” «Pochi servizi per i malati mentali» 

Nel giorno dell’inaugurazione della nuova sede a Belluno la presidente chiede maggiore attenzione con una petizione

BELLUNO. «L’accorpamento delle Usl rischia di far perdere efficacia ed efficienza al nostro lavoro. Per non parlare del limite sui fondi del 2017 che non possono superare quelli dell’anno precedente. Occorrono servizi migliori, percorsi terapeutici, leggi più adeguate».

Paola Agostini, presidente del gruppo “Il Gabbiano”, insiste sulle emergenze del territorio che devono ancora essere affrontate in materia di salute mentale. E lo fa attraverso una petizione nel giorno in cui si inaugura la nuova sede del gruppo in via Feltre, vicino al distaccamento del Catullo.

«Il costo degli ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) era in capo all’amministrazione giudiziaria», continua Agostini, «mentre oggi che sono stati chiusi, il costo dell’inserimento degli utenti ex Opg nelle nuove strutture Rems è a carico dell’Usl a costi elevatissimi, circa 750 euro al giorno. E c’è una crescente necessità di inserimenti in tale strutture».

Secondo la legge regionale 29/06, l’Usl avrebbe dovuto consegnare ai dipartimenti di salute mentale fino al 5% del proprio badget per il conseguimento di obiettivi relativi appunto alla salute mentale. «Nessun dipartimento, tranne Verona, ha però mai beneficiato di tale percentuale, fermandosi a una media del tutto insufficiente tra il 2, 1% e il 3, 6%. Ma pensiamo anche ai nuovi livelli essenziali di assistenza (Lea) che aumentano la quota sociale dell’utente al 60% (prima al 40%) e abbassano la quota sanitaria al 40% (prima al 60%). Questo comporta una maggior spesa di compartecipazione da parte dell’utente e quindi del Comune, in quanto gli utenti psichiatrici non hanno generalmente reddito o disponibilità economiche significative».

“Il Gabbiano” è un gruppo di espressione creativa composto da una quindicina di volontari. Si è formato tra il 2004 e il 2005 e aiuta ragazzi e adulti con disagi mentali a socializzare tra di loro, ma anche con l’esterno, attraverso attività artistiche, dalla pittura, alla recitazione, alla lettura espressiva. Per molti anni ha avuto la sede sotto la pizzeria Lo zodiaco, mentre da qualche mese si era trasferito nella casetta rossa di via Feltre dove ieri mattina c’è stata l’inaugurazione. Dopo una rivisitazione di Romeo e Giulietta, interpretata dai “gabbiani”, è stato tagliato il nastro alla presenza di Paola Agostini e del consigliere provinciale Ezio Lise.

«Si ha paura a parlarne perché il disturbo mentale è una sofferenza dell’anima che ci pone un interrogativo sul senso della vita», conclude Agostini. «L’esperienza ci insegna che la vicinanza, l’amicizia, l’affetto, sono il miglior aiuto per superare paure, disagi, solitudini. Siamo aperti a qualsiasi tipo di solidarietà, dai volontari alle donazioni. Più importante ancora sarebbe la petizione che presenteremo ai sindaci e alla regione».

Le emergenze più immediate a cui si chiede una risposta sono: l’individuazione di una soluzione alla Ctrp di Feltre e al centro diurno ancora dislocati in uno stabile «obsoleto e indegno sia per gli utenti che per gli operatori»; un ripensamento alla Ctrp di Belluno-S. Gervasio, inglobata nello stabile dove è già presente il servizio psichiatrico di diagnosi e cura insieme al Centro di salute mentale e al Centro diurno in area ospedaliera e in posizione marginale: «Un blocco psichiatrico che evoca il ritorno al modello manicomiale».

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