De Col passa il testimone al cadorino Sposato

BELLUNO. L’assemblea elettiva dell’Appia Cna, l’Associazione piccola industria e artigianato, ha confermato le attese eleggendo presidente Massimo Sposato, ingegnere e titolare di un’impresa di...

BELLUNO. L’assemblea elettiva dell’Appia Cna, l’Associazione piccola industria e artigianato, ha confermato le attese eleggendo presidente Massimo Sposato, ingegnere e titolare di un’impresa di costruzioni di Domegge. Rimarrà in carica per il prossimo quadriennio.

Subentra a Moreno De Col che nel suo intervento all’assemblea di domenica ha ricordato criticità, ma anche opportunità, del tessuto economico bellunese che ha imparato a conoscere durante i nove anni alla guida dell’associazione. Particolare attenzione è stata data al rilancio e alla promozione del territorio in chiave turistica, al miglioramento e rafforzamento della rete viaria e ferroviaria cogliendo l’occasione rappresentata dai mondiali di Cortina 2021, al potenziamento e diffusione della banda larga, all’attenzione agli eventi di richiamo internazionale.

«Grande attenzione quindi alle progettualità in divenire ma, se possibile» ha precisato De Col, «ancora più attenzione a chi le gestirà a partire dall’ente Provincia, la Dmo Dolomiti, la Camera di Commercio, Longarone Fiere».

Il numero di imprese associate all’Appia è rimasto sostanzialmente stabile negli anni di presidenza De Col. L’associazione, che presenta conti in ordine, si trova di fronte ad un momento di trasformazione: dovrà rivedere funzioni e mission passando dall’essere organismo di tutela ad attore del cambiamento e della progettazione del futuro economico e sociale puntando sull’innovazione e sulla cura dei giovani talenti.

Un’analisi condivisa dal neo presidente Sposato sia per quanto riguarda il recente passato che la prossima operatività e attività di rappresentanza sulla quale deve sentirsi impegnata tutta la dirigenza dell’Appia, eletta contestualmente alla presidenza.

«Alla politica» ha concluso Massimo Sposato, «chiediamo coerenza e concretezza. Sappiamo che il libro dei sogni, se mai c’è stato, è chiuso da tempo ma pretendiamo il massimo impegno perché siano colte tutte le opportunità che pur sono presenti. Da parte nostra faremo il possibile per essere all’altezza dei cambiamenti in atto nell’interesse primario delle nostre imprese, della comunità in cui viviamo e in cui vogliamo continuare ad operare perché qui abbiamo i nostri affetti, i nostri collaboratori».



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