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Recinzioni e cani contro i predatori

Incontro promosso dalle Unioni montane e rivolto agli allevatori bellunesi

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BELLUNO. Ritorno dei predatori: le Unioni Montane Bellunese, Valbelluna e dell’Alpago scendono in campo. I tre enti, i cui territori sono stati interessati dalla presenza del lupo a danno degli allevatori, hanno infatti convocato la scorsa settimana un tavolo tecnico-informativo.

Tavolo a cui sono stati invitati malghesi e pastori, insieme a Confagricoltura, Cia e Coldiretti, sindaci dei Comuni appartenenti alle tre Unioni, Polizia provinciale, Regione Veneto, Usl 1 e “Gruppo Grandi Carnivori” del Cai Veneto.

«È stata una discussione interessante e costruttiva», commenta Orlando Dal Farra, presidente dell’Unione Montana Bellunese. «I tecnici regionali, provinciali, comunali e delle Unioni presenti, dopo aver illustrato l’insediamento storico e recente dei predatori, sono passati alla discussione della vera problematica: come risarcire e proteggere i pastori e i loro animali. Si è convenuto che i risarcimenti devono essere i più celeri ed esaustivi, facendo riferimento al fondo regionale». Lo scopo dell’incontro era inoltre quello di dare informazioni sui provvedimenti adottati dalla Regione tramite il fondo stesso.

«Un esempio è costituito dai sistemi di protezione», prosegue Dal Farra. «I recinti elettrificati, dati in comodato gratuito dalla Regione ai pastori con l’ausilio di tecnici per l’installazione. Ma anche la messa a disposizione, sempre gratuita, di cani adatti a contrastare e respingere l’attacco del lupo: si tratta dei pastori abruzzesi, che per le loro caratteristiche, rispetto ad altre razze più aggressive, assicurano una migliore convivenza con l’uomo. La Regione garantisce poi la presenza di operatori di supporto alla gestione della protezione». C’è inoltre il “Progetto convivenza grandi carnivori”.

Un’iniziativa promossa dal Cai con il supporto del Gruppo Grandi Carnivori. Sulla base di una convenzione firmata con la Regione il Club Alpino Italiano sta contribuendo, attraverso il volontariato dei propri soci, alla messa in opera di tutti quegli accorgimenti (dalle recinzioni alle stabulazioni notturne) per proteggere il bestiame dagli attacchi dei grandi predatori.

Il materiale necessario viene fornito gratuitamente dalla Regione agli allevatori che ne faranno richiesta. «Le Unioni Montane, da parte loro, si attiveranno per raccogliere tutte le segnalazioni di danni da predatori», conclude Dal Farra, «e, nel contempo, informare sui sistemi che possono essere attivati, su come accedere ai contributi pubblici e ai risarcimenti». (m.r.)

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