Cima Vallona, in duecento sono saliti alla Forcella 

Nonostante il forte maltempo, molto partecipata la cerimonia per ricordare i 50 anni dall’attentato che ha ucciso quattro militari. Messaggio del ministro

SAN NICOLÒ COMELICO. La pioggia battente non ha impedito la commemorazione dei caduti di Cima Vallona nel 50° dell’eccidio avvenuto proprio domenica 25 giugno 1967. Già di primo mattino sul luogo dell’attentato nei pressi della Forcella, quasi 200 persone, assieme al sindaco di San Nicolò di Comelico Giancarlo Ianese e al presidente della sezione Ana Cadore, Antonio Cason, hanno partecipato al semplice rito al sacello, con la deposizione di un mazzo di fiori ed un canto dedicato ai Caduti. Quindi alle 10. 30 la cerimonia ufficiale in località Cappella Tamai, davanti alla bella chiesetta che dal 1970 ricorda Francesco Gentile, Mario Di Lecce, Olivo Dordi e Armando Piva e le altre vittime del terrorismo. Foltissima la rappresentanza delle associazioni combattentistiche e d’arma, con labari, vessilli e gagliardetti. Presenti anche i medaglieri nazionali dell’associazione Incursori e dell’associazione Paracadutisti, scortati dal presidente nazionale generale Bertolini e dalla medaglia d’argento al valor militare Marcello Fagnani, unico sopravvissuto all’attentato nel quale riportò ferite gravissime.

Nella tribuna autorità, appositamente realizzata di fronte alla chiesetta per questa occasione, anche i familiari dei Caduti: Ottavio e Amatore Dordi, fratelli di Olivo, Francesca e Stefano di Lecce, figlia e nipote di Mario, Gabriella Piva, sorella di Armando.

Dopo l’alzabandiera e l’onore ai caduti, con l’accompagnamento del complesso bandistico Val di Gorto di Ovaro, le allocuzioni ufficiali con gli interventi del sindaco Ianese, del presidente Ana Cadore Antonio Cason, anche a nome del gruppo Ana di Casamazzagno incaricato per l’organizzazione, del generale Marco Bertolini, di Michele Dal Paos, consigliere nazionale Ana, del generale Giuseppe Lagala, comandante Legione Veneto dei Carabinieri e del prefetto di Belluno Francesco Esposito, che ha letto un messaggio del Ministro della Difesa Roberta Pinotti. È seguita la messa celebrata dal Vescovo di Belluno Renato Marangoni, accompagnata dai canti del Coro Comelico che, in chiusura di cerimonia ha eseguito per la prima volta in forma ufficiale “Cima Vallona” la canzone che Francesco Guccini nel 1968 ha dedicato ai quattro giovani periti nell’attentato. Tra le centinaia di presenti alla cerimonia da segnalare la folta partecipazione proveniente dai paesi di origine di Olivo Dordi e Armando Piva. Da Gandellino in provincia di Bergamo, una numerosa presenza di concittadini di Olivo Dordi, guidata dal sindaco Fiorella Fiorena. Anche da Valdobbiadene, luogo di origine di Armando Piva, moltissimi concittadini hanno accompagnato la sorella Gabriella e gli alpini della locale Sezione Ana.

Minestra di cavolo nero, fagioli all’occhio e zucca con maltagliati di farro

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