Cultura, «una cabina di regia per il rilancio» 

Presentato a Palazzo Fulcis il master plan commissionato dalla Fondazione Cariverona

BELLUNO. La parola d’ordine è “policulture”. Ma anche “fare sistema tramite una cabina di regia”. Questo c’è nel futuro della cultura del territorio bellunese, secondo lo studio commissionato dalla Fondazione Cariverona alla società Pts e presentato ieri pomeriggio a Palazzo Fulcis. «Da sempre la Fondazione è sensibile all’aspetto culturale delle città e il suo supporto è stato importante per questo territorio», ha detto Renzo Poloni, consigliere dell’organismo bancario veronese.

Lo studio è il risultato di tre settimane di permanenza dello staff di Pts in provincia: «Abbiamo incontrato un centinaio di persone tra imprenditori, associazioni ed enti culturali, istituzioni e operatori», precisa Paolo Dalla Sega, referente della società. «Abbiamo visitato luoghi, ascoltato persone e abbiamo compreso che siamo di fronte a un territorio che per la sua morfologia divide la provincia in tanti centri che possono rappresentare una ricchezza, ma solo all’interno di una visione inclusiva e sistemica. Abbiamo anche visto che esistono molti contenitori culturali, ma mancano i profili manageriali nella loro gestione e gli eventi sono per lo più legati allo sport. Anche nella valorizzazione del territorio manca un ente di coordinamento. Sono soprattutto i Gal i soggetti sovracomunali più attivi, mentre manca un organismo forte per la promozione turistica integrata».

Il master plan rappresenta solo un punto di partenza per un progetto unitario di rilancio culturale del territorio in cui dovranno essere le singole realtà a dare l’impulso, con il supporto non solo economico della Fondazione Cariverona. «Dobbiamo uscire dalla logica comune di pensare alla cultura come a palazzi, musei, ma dobbiamo aprirci a una diversa concezione di culture, che raggruppa l’ambiente, le attività economiche, lo sport, il benessere. E tutto questo va inserito in un progetto di rete, di sistema per “riconnettere” situazioni e soggetti che altrimenti andrebbero per conto loro. C’è bisogno di una cabina di regia, di un coordinamento consortile e non devono esserci centri prevalenti», ha precisato Dalla Sega. Gli ha fatto eco il direttore della Fondazione Cariverona Giacomo Marino, 38 anni e da un anno mezzo alla Fondazione. «Quello presentato oggi (ieri per chi legge, ndr) deve essere considerato coma un’opportunità per la crescita di questa provincia e come un approfondimento delle sue ricchezze. Ora attendiamo che dal territorio arrivi un grande impulso per cercare iniziative che possano riunire questi beni trasformandoli in opportunità».

In questo impulso Pts vede anche il coinvolgimento dei soggetti privati che, con le risorse risicate degli enti pubblici, diventano partner importanti.

Paola Dall’Anese

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