Sostegno alle famiglie progetti per i giovani e partecipazione

Tomasi: «Lavoreremo per prevenire situazioni di disagio Gli studenti coinvolti nella progettazione della Crepadona»

BELLUNO. L’obiettivo è la continuità. Molto lavoro è stato fatto, nel campo del sostegno alle famiglie bellunesi, ma l’assessore Valentina Tomasi è consapevole che molto altro si può fare per garantire quella qualità della vita della quale Belluno ha fatto la sua bandiera. La Tomasi è stata riconfermata dal sindaco Massaro alla guida delle politiche per il sociale, educative e per la scuola, continuerà ad occuparsi dei flussi migratori e tratterà anche il tema dell’edilizia scolastica. Il progetto principe riguarda la ristrutturazione delle Gabelli, ma senza dimenticare tutti gli altri plessi della città.

Assessore, come intende impostare il lavoro sul sociale nei prossimi cinque anni?

«Continueremo ad aiutare le persone che si trovano in estrema povertà, ma soprattutto a cercare di prevenire l’insorgere di situazioni di disagio. Sulla prevenzione negli anni abbiamo stanziato finanziamenti crescenti e promosso progetti quali Vivi belluno, Dote scuola, Dote sport. Misure che aiutano le famiglie nelle spese quotidiane, che incidono nei bilanci familiari. Il Dote scuola sta avendo moltissime richieste, nella sola prima settimana di giugno sono arrivate una quarantina di domande, quindi vogliamo immaginare qualcosa di simile per sostenere le spese per il doposcola».

Pensate ad un fondo dedicato al doposcuola?

«Sì, perché solo quello comunale funziona su base Isee. È necessario intervenire aiutando chi eroga questi servizi ma anche diminuendo il costo a carico delle famiglie. Pensiamo che la modalità migliore sia quella simile al Dote sport e Dote scuola, che da quest’anno aiuterà i genitori nell’acquisto di cancelleria e dispositivi per i bambini con difficoltà dell’apprendimento».

Dal suo osservatorio, come vede la situazione delle famiglie bellunesi, rispetto a cinque anni fa?

«Si è modificata la tipologia di utente del servizio sociale. Le situazioni di estrema povertà sono diminuite, ma sono aumentate le persone che si trovano in difficoltà temporanea, magari perché non lavorano per due o tre mesi. Queste persone faticano a pagare le spese quotidiane e sarebbe necessario aiutarle subito, senza aspettare l’anno successivo quando l’Isee certifica la condizione di difficoltà. Regione e Stato si stanno muovendo con misure legate all’emergenza abitativa, noi abbiamo approvato il progetto “Sos abitare” per intervenire sul disagio abitativo e abbiamo attivo, con la Caritas, il progetto Ginestra. La Caritas ha messo a disposizione appartamenti chiusi per aiutare persone in difficoltà. Questo significa utilizzare le risorse in maniera intelligente».

A proposito di risorse. I progetti sociali costano. Come pensa di fronteggiare il problema del reperimento dei fondi?

«Dobbiamo usare i soldi che abbiamo creando un effetto leva, per cofinanziare i progetti, che ci sono. Ed è necessario utilizzare le cosiddette risorse “inattive”, come gli appartamenti vuoti della Caritas che sono serviti per il progetto Ginestra. In questo modo si ottimizza e si crea un servizio alla popolazione in maniera razionale».

Un’altra delega di cui dovrà occuparsi è quella dei flussi migratori. Continuerà sulla strada avviata per la gestione del fenomeno?

«Certamente, perché il sistema dell’accoglienza diffusa ha dimostrato di funzionare. Dal 1° settembre saremo inseriti nel sistema Sprar: significa che non solo non supereremo mai la soglia dei 120 migranti (più il 20 per cento), ma anche che le persone saranno gestite con percorsi di inserimento lavorativo e nella comunità. Inoltre il ministero ci garantirà un contributo strutturale, di circa 70 mila euro all’anno che il Comune potrà utilizzare senza vincoli. Lo Sprar vale solo per le persone che hanno già la protezione internazionale: quelle in attesa che le Commissioni si esprimano sulla loro richiesta rimarranno qui, ma anche in questo caso non ci saranno assegnati migranti ulteriori rispetto a quelli che abbiamo».

Parliamo di minori. Quali progetti ha in mente per i bambini e i ragazzi?

«Continueremo e amplieremo i progetti Belluno dei bambini, Belluno dei ragazzi e Estate partecipando, proseguiremo i progetti di cittadinanza attiva e partecipazione coinvolgendo i più giovani nella vita della comunità. Punto inoltre a consolidare il rapporto con le istituzioni scolastiche e a trovare un metodo per arrivare alle famiglie, all’interno del processo educativo che abbiamo avviato».

Qualche progetto concreto che ha in mente?

«Sicuramente ampliare il Piedibus e la Belluno dei bambini e dei ragazzi, ma anche coinvolgere gli studenti nella progettazione del nuovo palazzo Crepadona: intendiamo attivare il piano giovani di zona, con la collaborazione del consigliere Stefano Talamini che si occuperà di questo progetto. Vogliamo rendere sempre più la comunità partecipe del suo futuro».

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