Allarme della scuola sci in Nevegal: «Rischiamo di chiudere»

Il presidente Alessandro Molin denuncia lo stallo del settore invernale. «Questo è il momento di presentare progetti. Il Comune si mobiliti per il Colle»

BELLUNO. «Il timore è perdere quanto costruito in tutti questi anni, insieme alle collaborazioni consolidate».

Alessandro Molin, presidente della scuola sci Nevegàl, non nasconde la propria preoccupazione. Che è comune a tutti gli operatori del Colle. Il futuro della stagione invernale è infatti tutt’ora incerto. L’Alpe del Nevegàl riunirà in questi giorni il proprio cda, in cui verranno elaborate alcune proposte da sottoporre all’amministrazione comunale del capoluogo.


La società, come ormai noto, aveva lanciato già nei mesi scorsi al Comune un ultimatum, ripetuto poi anche di recente: «Se il pubblico non interviene per aiutarci e, di conseguenza, salta la prossima stagione invernale, il Nevegàl chiude».

I tempi per decidere cosa si farà quest’inverno sono stretti: l’Alpe ha chiesto una risposta al Comune entro il 10 settembre, ossia domenica. E, quando si parla di piste da sci, sul tavolo c’è inevitabilmente la questione delle scuole. «Questo è il momento in cui vengono presentate le proposte e i progetti scolastici. Anzi, siamo già in ritardo», fa presente Molin. «La preoccupazione è tanta, perché ad oggi, non sapendo ancora cosa accadrà, non possiamo muoverci». «Siamo circa 25 maestri di sci e sono centinaia e centinaia i bambini e i ragazzi che, con gli Sci club, ruotano attorno alla scuola», prosegue. «Una chiusura porterebbe veramente a un disastro: sia dal punto di vista economico, ma anche sul fronte del grande lavoro portato avanti in tutti questi anni. Come scuola siamo riusciti sempre ad avviare una bella programmazione. E sarebbe tremendo che tutto questo venisse vanificato. Senza considerare che verrebbero messe in ginocchio parecchie attività».

Molin si meraviglia che il Comune non si sia ancora espresso. «C’è un po’ di perplessità, questo non si può negare», commenta, «ma una soluzione bisogna assolutamente trovarla. Come operatori siamo ancora fiduciosi che ciò accada e che Palazzo Rosso, in qualche modo, si mobiliti per il Colle».

Intanto, però, l’incertezza predomina. «Siamo tutti in attesa dei futuri sviluppi», prosegue Molin, il qualche ricorda anche come questa stagione estiva sia stata positiva. «Il Nevegàl è una località a portata “di mano”», continua, «e questo è sempre stato il suo punto di forza. E continua ad esserlo. Basti solo pensare che siamo l’unica scuola di sci del Veneto che porta i bambini sulle piste durante la settimana. E questo proprio grazie alla comodità del luogo».

Ora, si tratterà di attendere ancora qualche giorno per sapere quali sono le proposte elaborate dal cda dell’Alpe.

E, come assicurato del sindaco Jacopo Massaro, l’incontro tra società e amministrazione si terrà a breve. «Vogliamo arrivare a delle soluzioni che, da una parte, permettano all’ente pubblico di darci una mano rispettando tutte le normative e, dall’altra, alla nostra società di poter avere un aiuto», diceva qualche giorno fa Curti.

L’obiettivo è infatti giungere a un accordo. Per evitare la peggiore delle ipotesi: la mancata apertura degli impianti per il prossimo inverno, che comporterebbe anche il non avvio, come evidenziato dall’Alpe, della stagione estiva 2018.

Martina Reolon
 

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