È deciso: il referendum bellunese si farà il 22 ottobre

Ieri è arrivato il sospirato via libera da parte di Luca Zaia. La consultazione sarà abbinata a quella indetta dalla Regione

BELLUNO. Il 22 ottobre sarà il referendum day. Quel giorno i veneti si esprimeranno su una domanda molto semplice: “Vuoi che alla Regione del Veneto siano attribuite ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia?”. I bellunesi riceveranno anche un’altra scheda, di colore rosa, con la quale potranno dire la loro sul futuro della provincia e in particolare sulla specificità. Quella riconosciuta nello Statuto regionale, all’articolo 15. Quella che dovrebbe essere attuata con la legge 25 del 2014.

“Vuoi che la specificità della Provincia di Belluno venga ulteriormente rafforzata con il riconoscimento di funzioni aggiuntive e delle connesse risorse finanziarie e che ciò venga recepito anche nell’ambito delle intese Stato/Regione per una maggiore autonomia del Veneto ai sensi dell’art. 116 della Costituzione?”. Questo il quesito scelto dai sindaci in assemblea. Ma il percorso per arrivare all’indizione del referendum bellunese è stato tutt’altro che semplice. Solo ieri, infatti, la Regione ha dato il via libera alla consultazione dolomitica. È stato lo stesso presidente della Regione Luca Zaia a comunicare di aver accettato di ospitare il referendum bellunese all’interno di quello per l’autonomia del Veneto, il 22 ottobre. Niente da fare, invece, per la consultazione di Mestre, che vorrebbe il distacco da Venezia. Se ne riparlerà.

L’ottimismo a Palazzo Piloni si respirava già giovedì, dopo l’incontro avuto dal segretario generale Pietro Ossi con Maurizio Gasparin, il dirigente incaricato di seguire l’iter del referendum regionale, per esaminare la bozza di convenzione fra i due enti. Dal punto di vista tecnico, a quanto pare, non manca nulla. Il referendum si può fare e soprattutto può essere celebrato lo stesso giorno di quello per l’autonomia del Veneto. Facendo risparmiare un bel po’ di denaro alla Provincia (il referendum costerà “solo” 300 mila euro, circa). Martedì la giunta regionale si riunirà per approvare la convenzione. Seguirà la firma.

«Il Presidente della Regione si è sempre espresso in termini di condivisione delle esigenze emergenti dal territorio bellunese», fa sapere la Regione con nota ufficiale. Gli uffici dell’area Programmazione e sviluppo hanno seguito quelli di Palazzo Piloni, li hanno aiutati a preparare la documentazione necessaria. L’ospitalità era assicurata, «a patto che tutte le procedure di legge fossero state espletate», spiega Zaia. Il suo timore, inutile negarlo, era che un qualsiasi errore, anche non voluto, potesse inficiare la consultazione regionale. Ed è per questo che i due percorsi restano separati: un eventuale ricorso sul referendum della Provincia (il non andrebbe a compromettere quello regionale.

Sembra quasi commuoversi al telefono, la presidente facente funzioni Serenella Bogana. «È un sogno che si realizza», commenta. «Sono felicissima per il risultato che abbiamo ottenuto e per tutti i bellunesi che ci hanno appoggiato e che hanno creduto in questo referendum. Il lavoro di squadra ci ha portati a raggiungere questo obiettivo e adesso dobbiamo giocarcela nel migliore dei modi: la partecipazione sia la più ampia possibile al voto».

Bogana ringrazia Zaia, «che ha colto l’esigenza di tutto il nostro territorio» e conclude: «In questo modo il processo di autonomia del Veneto è legato al nostro. La strada è tutta da costruire ma le intese si possono trovare. Possiamo lavorare insieme per un obiettivo comune. Di sicuro ora la Provincia può guardare con maggiore ottimismo al futuro».

A lanciare l’idea del referendum era stata Daniela Larese Filon, decaduta dalla carica di presidente dopo aver perso le elezioni comunali a giugno. «È una grande soddisfazione, è interesse di tutta la provincia avere la possibilità di esprimere la propria volontà. Sappiamo che il voto non avrà risultati dal punto di vista giuridico, ma si tratta di un segnale che la provincia dà al Governo e a alla Regione. Aspettiamo da due anni e mezzo che vengano attuate leggi fondamentali per il nostro futuro. Ringrazio Serenella Bogana per aver portato a termine un percorso certamente non semplice». Anche Larese Filon si aspetta un’ampia partecipazione alla consultazione: «Solo così potremo dire la nostra», conclude.

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