Niet di Trento, Bolzano apre solo ai ladini

Kompatscher: «Aspettiamo che Roma si muova». Rossi individua nell’autonomia la soluzione per i comuni bellunesi

CORTINA. «Siamo pronti ad accogliere a braccia aperte Cortina, Livinallongo e Colle Santa Lucia. Altri comuni no». Lo ribadisce al Corriere delle Alpi il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher.

Allora perché non procedete?

«Perché aspettiamo che si pronunci Roma».

Roma, o meglio il Senato, ha detto di sì al distacco di Sappada dal Veneto per aggregarsi al Friuli Venezia Giulia. Questo voto riesce a rimettere in moto anche il passaggio della Ladinia bellunese all’Alto Adige, come in queste ore hanno auspicato i sindaci di Cortina e di Livinallongo?

«Il voto su Sappada non cambia la nostra posizione. Noi aspettiamo che sia Roma a pronunciarsi».

Se permette, presidente, è Roma che aspetta da parte della Provincia di Bolzano e del Trentino Alto Adige un sì alla Ladinia.

«Semmai, allora, deve pronunciarsi anche la Regione Veneto, perché ancora non l’ha fatto. Noi abbiamo già detto che questi tre comuni possono essere aggregati alla nostra Provincia, perché Cortina, Colle Santa Lucia e Livinallongo hanno già fatto parte del Tirolo storico e, quindi, ritornerebbero in un certo qual senso a casa. Altri no. Tocca dunque al Parlamento dire di sì o di no al distacco di queste tre comunità dal Veneto».

Il senatore Karl Zeller ha dichiarato, l’altro giorno in aula, che ci vuole una legge di rango costituzionale per decidere nel merito, non basta la procedura ordinaria come nel caso di Sappada.

«Per quanto mi consta ha ragione Zeller. I nostri confini sono previsti dal trattato internazionale De Gasperi-Gruber e quindi non sono materia da potersi affrontare in modo ordinario. Tra l’altro va detto che la nostra è un’autonomia speciale. E che noi non siamo assolutamente interessati ad ampliare questa autonomia».

Non volete, cioè, inquinamenti di sorta, come ha detto Zeller a palazzo Madama.

«Ci teniamo alla nostra integrità, quindi alla nostra identità. Ripeto che la Ladinia bellunese faceva già parte del Tirolo storico».

Già che c’è, cosa pensa del referendum del Veneto per la propria autonomia? E di quello di Belluno per l’autonomia di questa Provincia?

«Non voglio assolutamente entrare in ambiti che non mi riguardano. Ammetto, però, che noi siamo i primi assertori di uno Stato federale. Ben vengano, dunque, tutte le autonomie possibili, anche perché un territorio che conta sul massimo di autonomia fa bene non solo a sé stesso ma anche allo Stato federale. Lo testimonia il contributo che la Provincia di Bolzano, come peraltro quella di Trento, dà allo Stato nazionale. È vero che riceviamo ma è anche vero che diamo molto».

Quindi non avrebbe proprio nulla da ridire su Belluno autonoma?

«Assolutamente no. Come non avrei nulla da ridire sul Veneto autonomo. Certo, non potete ambire alla nostra autonomia che è speciale per diritto internazionale».

Quindi, per concludere, i comuni bellunesi che dovessero illudersi di aggregarsi all’Alto Adige possono… disilludersi?

«Sì, se non sono nelle condizioni storiche di Cortina e degli altri comuni della Ladinia».

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