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Dalla Sicilia per onorare la memoria di Cacciatore

Il partigiano Ciro, di Caltanissetta, venne impiccato in piazza dei Martiri nel ’43 I suoi concittadini sono in provincia da qualche giorno per un pellegrinaggio civile

di Alessia Forzin
1 minuto di lettura
BELLUNO. La sua memoria riposa in Sicilia ma anche a Belluno. Salvatore Cacciatore, nome di battaglia Ciro, è uno dei quattro partigiani che il 17 marzo 1943 vennero impiccati ai lampioni di quella che allora si chiamava piazza Campedel. La nuova denominazione si deve a quell’episodio che segnò profondamente la comunità durante la seconda Guerra mondiale.

Cacciatore era originario di Caltanissetta, e ieri una delegazione della società Missena di Storia Patria della cittadina siciliana e alcuni soci del Rotary club Valle del salso hanno deposto una corona sul lampione nel mezzo dei giardini pubblici. Alla breve cerimonia hanno partecipato anche il presidente del consiglio comunale Francesco Rasera Berna, che poi ha accompagnato gli ospiti a visitare Palazzo Rosso, il presidente dell’Anpi Gino Sperandio e uno dei membri del direttivo dell’Isbrec Francesco Piero Franchi.

La delegazione si trova in provincia di Belluno da qualche giorno. Guidata dal presidente della società Missena di Storia Patria di Caltanissetta e del Rotary club Valle del Salso, Antonio Vitellaro, ha effettuato un pellegrinaggio civile nel luoghi della Guerra. Prima ha visitato il Forte Tre sassi e il museo al Passo Falzarego, poi ha attraversato l’intera provincia per raggiungere Arsiè, ponendo le basi per un gemellaggio fra la cittadina feltrina e quella di Delia, in Sicilia.

Era originario di Delia, infatti, Filippo Nanfara, capitano durante la Prima Guerra Mondiale. Finito il conflitto, Nanfara rimase a vivere ad Arsiè, si sposò e per quarant’anni insegnò alle scuole elementari. «Per dieci anni fu podestà di Arsiè, di cui scrisse l’unica storia tutt’oggi esistente», ha spiegato Vitellaro. L’incontro con l’amministrazione feltrina è servito anche per gettare le basi per un futuro gemellaggio con la cittadina di Delia, presente con il suo sindaco Gianfilippo Bancheri.

Nel deporre la corona alla memoria di Salvatore Cacciatore, Antonio Vitellaro ha ringraziato Belluno «per custodire sempre con premura la memoria dei nostri martiri». «Dobbiamo loro la nostra libertà», ha ricordato Rasera Berna. «La guerra partigiana ha unito l’Italia e tutti i partigiani che vennero impiccati in questa piazza sono nostri fratelli».



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