Troppi turisti in Cansiglio per i cervi: prime multe

Entrano con le auto e i fari accesi in zone protette: vertice di Veneto Agricoltura Le guide autorizzate: «Qui il silenzio è d’oro. Serve una regolamentazione»

CANSIGLIO. Il bramito dei cervi in amore che risuona come una struggente melodia tra i boschi del Cansiglio dal tramonto all’alba in questo periodo dell’anno rappresenta un richiamo turistico che negli ultimi anni ha assunto le caratteristiche del boom.

Un fattore che a prima vista potrebbe sembrare molto positivo per un territorio incapace di tenere testa ai “colossi dolomitici” limitrofi, ma dietro questo fenomeno si celano una serie di circostanze oggetto di profonde riflessioni.

Le difficoltà di gestione del fenomeno di avvistamento dei cervi in amore è infatti emerso prepotente nel corso di un tavolo di confronto convocato nei giorni scorsi da Veneto Agricoltura, ente proprietario di boschi e pascoli del Cansiglio, al quale hanno partecipato i rappresentanti del corpo forestale dello Stato oggi inglobato dai Carabinieri, le istituzioni locali e le guide escursionistiche operanti in Cansiglio sotto le bandiere di Prealpi Cansiglio Hiking e associazione naturalistica Prealpi Cansiglio.

«Urge introdurre una rigida regolamentazione perché la situazione è diventata molto complicata da gestire» racconta Giorgia Ridomi che insieme al socio Giorgio Zampieri ha messo in piedi la società Prealpi Cansiglio Hiking che opera in ambito escursionistico tutto l’anno e non solo nel periodo di riproduzione dei cervi. Giorgia ogni giorno porta una comitiva di turisti, composta al massimo da quindici persone, in escursione alla ricerca dei cervi in amore.

«Ma lo facciamo in un contesto ambientalistico altamente protetto, evitando rumori molesti ed indossando abiti che non rappresentano una minaccia per gli animali. Le nostre escursioni, di livello facile, sono studiate in maniera minuziosa dopo perlustrazioni del territorio che avvengono anche per giornate intere. Il nostro obiettivo è tutelare gli animali evitando loro che le nostre incursioni diventino un problema».

Purtroppo però l’aumento vertiginoso di presenze in Cansiglio richiamate dal bramito dei cervi negli ultimi anni ha creato parecchi disagi al punto che le autorità competenti hanno deciso di attuare un codice comportamentale rigido.

Codice che proprio nelle ultime ore ha prodotto le prime “vittime”: diverse multe sono state elevate a persone che con le proprie auto si sono incautamente introdotte in aree protette con l’aggravante dei fari abbaglianti accesi (che per i cervi rappresentano un motivo di grande spavento).

«Il silenzio in Cansiglio è d’oro» spiega ancora Giorgia Ridomi che chiarisce, «nessuno qui sta dicendo che per andare a visionare i cervi è obbligatorio richiedere l’intervento di una guida escursionistica a pagamento ma recarsi sui sentieri senza la dovuta conoscenza del territorio, con piumini dai colori sgargianti, accompagnati dal suono di una chitarra, urlando o parlando ad alta voce è un danno per tutti. Per i turisti che così facendo spaventano i cervi che scappano nel bosco e non si fanno più vedere e per gli animali stessi che si infastidiscono in un periodo dell’anno in cui sono particolarmente sensibili. Basta un po’ di profumo spruzzato addosso per indurre i cervi a restare rintanati nei boschi tenendosi a debita distanza dai pascoli».

Al netto dei problemi di gestione, il fenomeni dei cervi in amore ha permesso al Cansiglio di “fare cassa” in un periodo come l’autunno notoriamente avaro di soddisfazioni sotto il profilo turistico. «Tutto si concentra in un mese, dalla metà di settembre alla metà di ottobre» conclude la Ridomi che a proposito dei cervi del Cansiglio dice: «È difficile sapere quanti ce ne sono perché, a differenza di caprioli e daini, i cervi durante l’anno emigrano. L’area del Cansiglio rappresenta per loro un ottimo habitat naturale perché qui è vietata la caccia anche se il fenomeno del bracconaggio non manca. Speriamo, grazie all’intervento delle istituzioni, di poter preservare questa categoria di animali così speciali dagli aspetti più negativi della presenza umana».

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