Bilancio Bim a rischio Enel rivuole 4 milioni tutti in un colpo

Umberto Soccal: «Le nostre entrate sarebbero dimezzate» I soldi sono già destinati a progetti, come Unico studenti

BELLUNO. I conti del Consorzio Bim sono a rischio. C’è una minaccia che incombe sul tetto dell’ente: Enel rivuole una parte dei sovracanoni idroelettrici versati fra il 2011 e il 2016, pagati in più (dice Enel) in un periodo in cui lo Stato aveva rivisto le potenze delle concessioni per far rispettare il deflusso minimo vitale dei corsi d’acqua. Se nei fiumi deve rimanere più acqua, significa che Enel ne può sfruttare meno, e quindi anche gli importi dei sovracanoni si riducono.

La Regione Veneto ha recepito la norma statale nel 2016, ma Enel fa valere il principio della retroattività e chiede gli arretrati di cinque anni (2011-2016): 4 milioni di euro. La metà dei soldi che versa annualmente al Consorzio Bim per i sovracanoni. Di più, usa lo strumento della compensazione, e tutta in un anno: in pratica nel 2017 Enel vorrebbe trasferire al Consorzio solo quattro milioni, al posto degli otto dovuti. In questo modo andrebbe a patta con quanto sostiene di avanzare come credito.

Il Consorzio Bim contesta da mesi questa prospettiva, i cui effetti si sono già visti: a luglio sono stati bloccati in via prudenziale 450 mila euro, soldi che il Consorzio destina ai Comuni per investimenti. La minaccia incombe, anche perché il rischio è che il Bim non riesca a far fronte a tutti gli impegni pluriennali che ha. Il Consorzio lavora per progetti e tutti i soldi dei sovracanoni idroelettrici che dovrebbe ricevere nel 2017 hanno già una destinazione precisa. Tagliare la cifra significherebbe non riuscire a pagare cose come Unico studenti, che in parte è finanziato proprio dal Consorzio dei Comuni.

Il presidente Umberto Soccal dopo una iniziale fase di scontro con Enel ha ripreso il dialogo e ha incontrato la società anche ieri mattina. «Ci sono delle aperture», ha comunicato ai soci (i Comuni, rappresentati dai loro sindaci) nell’assemblea di ieri pomeriggio. «Non ho ancora in mano il documento necessario per tirare il famoso sospiro di sollievo, ma siamo vicini». In quel documento ci sarebbe la garanzia che Enel quest’anno non taglierà il trasferimento dei sovracanoni. E dunque che al Consorzio Bim arriveranno puntualmente otto milioni di euro. «In questo modo salveremmo il bilancio annuale», ha aggiunto Soccal a margine dell’assemblea. «E avremmo il tempo per affrontare la partita dei quattro milioni che Enel ci chiede di restituire».

Il Consorzio è seguito da un legale, l’avvocato Enrico Gaz, e sta cercando di trovare una soluzione. Ma su un elemento Soccal non transige: «Abbiamo forti dubbi che sia legale far valere il principio della retroattività sui sovracanoni». Quindi Enel potrebbe chiedere quanto ha versato in più solo a partire dal 2016. Non dal 2011, come ha chiesto. Se non si troverà l’accordo si rischia una causa fra Enel e Bim, ma il Consorzio punta ad evitarlo.

«Vista la discussione di questa mattina (ieri per chi legge), sembra che per il 2017 l’accordo ci sia», ha concluso Soccal. «Di sicuro sapremo qualcosa a breve, perché Enel deciderà entro la metà di ottobre come comportarsi». Solo allora si saprà se il Consorzio Bim riceverà 8 milioni di euro da Enel per i sovracanoni idroelettrici o se dovrà cominciare una guerra legale. Cercando, nel frattempo, di rispettare tutti gli impegni presi, perché pagarli con quattro milioni di euro in meno a bilancio sarebbe quanto meno complicato.



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