Vodo: «Tra due anni in bottiglia il primo vino cadorino doc»

Procede bene il progetto di tre imprenditori calabresi in Cadore  ma solo nel 2019 i grappoli basteranno per completare un ciclo di produzione 

BORCA. Il primo vino della storia “made in Cadore” porta la firma di tre imprenditori calabresi. Antonio Aiello, Renato Perri e Massimo Milordo vent’anni fa hanno lasciato Acri, piccolo paese alle pendici della Sila, per trasferirsi a Vodo. Nella vita quotidiana condividono un’azienda che opera tra l’edilizia e l’impiantistica, ma nel tempo libero sono uniti dalla grande passione per il vino al punto da lanciarsi in un progetto avveniristico: innestare il primo vitigno cadorino chiamandolo “viti fra le nuvole”.

«Una vinificazione embrionale risale al 2004», racconta Antonio Aiello, «la facevamo in casa, in via sperimentale con quel poco di uva che raccattavamo in giro per il Cadore. Nel 2007 abbiamo realizzato il primo vino, risultato di una vinificazione migliorata nel tempo pur rimanendo comunque ad uso privato».


Dieci anni dopo ecco invece il salto di qualità...

«Il progetto di realizzare un vino cadorino a tutti gli effetti è diventato quasi un’ossessione ed oggi possiamo dire di essere molto vicini al risultato», prosegue Aiello, «lo scorso anno abbiamo innestato una vigna a Borca che il prossimo anno produrrà i primi grappoli di uva. Sarà in quel momento che il nostro progetto troverà la giusta consacrazione».

Nel giugno 2016 Aiello, Perri e Milordo, conosciuti in ambito vitivinicolo come “I tre”, hanno preso in affitto due terreni, uno a Borca ed uno più piccolo a Vodo, dando vita a due vitigni con un totale di circa 1500 piantine innestate.

«Produrranno diversi tipi di vino, tre bianchi turgau, pinot e traminer ed uno rosso denominato rebo, incrocio tra un teroldego ed un merlot», prosegue Aiello, «quest’anno abbiamo visto le piantine crescere a vista d’occhio, un particolare che ci rende molto contenti. Se non ci saranno intoppi, il prossimo anno finalmente potremo vedere i primi grappoli e nel 2019 faremo la prima vera vendemmia cadorina».

Nel frattempo la “triade” calabrese-cadorina ha affinato la tecnica di vinificazione riproducendo all’interno dei propri capannoni aziendali una piccola azienda vinicola.

«Abbiamo strumentazioni alla buona, quanto basta però per effettuare in proprio tutte le fasi salienti del processo completo di vinificazione», spiega Aiello, «oggi il vino “I tre” esiste già ma lo abbiamo mantenuto ad uso privato. Ci dilettiamo nel produrre cinquecento bottiglie all’anno che dedichiamo a famiglie ed amici. La vinificazione la effettuiamo con uva che acquistiamo nella zona del Tagliamento. Ci teniamo allenati in attesa della prima uva cadorina».

Ad aiutare i tre imprenditori nel progetto vitivinicolo cadorino c’è una comunità calabrese residente in Cadore divenuta numerosa col tempo. I primi calabresi arrivarono nella val Boite una trentina di anni fa attratti dalle offerte di lavoro dell’Eni attraverso l’ex villaggio di Borca.

«La passione per il vino ce la siamo portata dal sud dove però tutto è più semplice», conclude Aiello, «qui invece bisogna fare i conti con le bizze del meteo. Basta un giorno di freddo per mandare all’aria mesi di sacrifici. Per questo motivo il nostro è un progetto sperimentale. Siamo consapevoli delle difficoltà ma siamo altrettanto convinti che tra due anni riusciremo a dare vita al primo ciclo completo di vinificazione ad alta quota mai realizzato prima in Cadore».


 

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