Muro della memoria con le vecchie lapidi

All’assemblea dei superstiti la proposta di un concorso di idee

LONGARONE . I superstiti chiedono a gran voce una risoluzione del sofferto e annoso problema dell’abbandono delle lapidi del vecchio cimitero di Fortogna. Questo infatti è stato il punto centrale della giornata del superstite di quest’anno durante la consueta assemblea dell’associazione “Vajont futuro della memoria”. 681 lastre giacciono in magazzino, alcune in pessime condizioni.

Finora nessuna delle proposte di recupero è andata in porto, per motivi burocratici ma anche mancanza di condivisione. Molti ora chiedono di mettere da parte le divisioni e realizzare finalmente qualcosa di concreto.

«In questi mesi e anche pochi giorni fa – spiega Renato Migotti dell’associazione dei superstiti- il Comune ha organizzato un gruppo di lavoro alla presenza di tutte le rappresentanze di superstiti e sopravvissuti per venire a capo della questione. Per prima cosa bisogna dire che l’esposizione delle lapidi ai bordi del cimitero è impraticabile per questioni legali legate alla proprietà privata dei manufatti. Vogliamo quindi mettere alcuni punti fermi ovvero il simbolismo presente nel vecchio cimitero che metteva in risalto il fatto che parte delle vittime era stata identificata (1091 persone), mentre altri no. Altri ancora non sono mai stati trovati o sepolti altrove».

«Con il nuovo cimitero – continua Migotti - questo si è perso puntando sull’uniformità ma i visitatori devono sapere la storia delle sepolture dopo il 9 ottobre. Una nuova proposta è quella di fare un muro di lastre: un memoriale a recinto che le accumuli tutte, magati con una costruzione che possa evidenziare e dare spazio ai vari significati».

Il sindaco Padrin ha messo sul tavolo diverse problematiche che hanno fatto scartare alcune ipotesi e rilancia il tema del concorso di idee. «La questione è delicatissima – spiega - ci sono i problemi della proprietà, della manutenzione (quest’anno il Comune ha investito 40mila euro solo per la pulitura dei cippi), del destino delle foto, incisioni e oggetti memoriali delle lapidi e non da ultimo la necessità di uniformità del ricordo. Per questo le ipotesi di frantumare o polverizzare tutte le lapidi in un unico monumento simbolico (come fatto per esempio a Berlino per l’Olocausto) sono impossibili. La soluzione del “muro della memoria” è invece più praticabile se usiamo il buon senso e pesiamo alla futura memoria guardando oltre l’oggi. Perché dobbiamo pensare ai prossimi decenni. Ben venga un concorso di idee nazionale per pensare al monumento».

I superstiti presenti hanno espresso condivisione, spronando a fare finalmente qualcosa, come sintetizzato dall’ex sindaco Gioachino Bratti: «Sono troppi anni che parliamo sempre delle stesse questione senza giungere a niente. Bisogno prendere atto della situazione visto che alcune proposte non sono realizzabili. Senza stravolgere il cimitero ma guardando al futuro». Altri argomenti di interesse sono stati la riedizione dell’elenco delle vittime, testo frutto di anni di lavoro di sistemazione che sarà presentato venerdì alle 20.30 al centro culturale. Arriveranno poi centinaia di foto inedite d’epoca grazie al fotoreporter Sergio Fighera, anche queste saranno presentate venerdì. Ci sono poi dei progetti di recupero del database delle vittime, delle foto delle lapidi e la riproduzione grafica della vecchia Longarone e cura di Giuseppe De Col.

Oggi, giorno dell’anniversario, al cimiero di Fortogna alle 15 si svolgerà la cerimonia civile con a seguito quella religiosa officiata dal Vescovo. Stasera alle 21,39 la veglia in chiesa.

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