Sul voto di Belluno pesano i 44 mila Aire

Per 209.678 elettori (compresi i residenti all’estero) pronte due schede. Quella della consultazione provinciale è rosa.

BELLUNO. Settimane di incontri, manifestazioni, di appelli al voto lanciati con ogni mezzo (soprattutto via social network). Il tempo di parlare, però, è finito. Oggi è il giorno del referendum provinciale. Si conclude così il percorso avviato il 9 maggio, quando la maggioranza di Palazzo Piloni ha deciso, all’unanimità, di rivendicare l’autonomia della provincia attraverso un referendum. L’obiettivo: dimostrare alla Regione che i bellunesi vogliono vedere rafforzata la loro specificità, ma anche mostrare allo Stato come la legge Delrio abbia costretto la Provincia in una situazione di costante precariato.

La decisione di indire la consultazione è stata presa dai sindaci, durante l’assemblea del 30 maggio. Da allora di cose ne sono successe molte. Ma nell’ultimo mese, soprattutto, il mondo politico bellunese si è compattato e, salvo qualche eccezione, si è prodigato per promuovere il referendum: sia la partecipazione alla consultazione che il voto favorevole sulla scheda. Parte della sinistra, invece, si è schierata per l’astensione. Più articolate le posizioni relative al referendum veneto: si va da chi invoca i due sì a chi dichiara apertamente che ritirerà solo la scheda rosa, quella del referendum provinciale.

Protagonista fin da subito della campagna referendaria è stato il Bard, ma anche la Provincia, attraverso il Comitato Referendum provinciale, ha cercato di raggiungere più cittadini possibile, informandoli sulle motivazioni alla base del referendum e sui possibili sviluppi. Oggi è il giorno della verità.

Dalle 7 alle 23 i bellunesi potranno recarsi alle urne ed esprimere la propria volontà. Gli elettori bellunesi chiamati alle urne sono 209.678. Di questi, però, 44.124 sono iscritti nell’Anagrafe italiani residenti all’estero (Aire). Il dato sull’affluenza, nel Bellunese, parte dunque con l’handicap: i residenti effettivi, i bellunesi che vivono in provincia e oggi potrebbero andare a votare, sono 165.554. Il quorum (non necessario, anche se lo Statuto provinciale lo prevede, perché il referendum non avrà effetti giuridici immediati) sarà raggiunto se voteranno 104.840.

I seggi sono quelli indicati sulla tessera elettorale (dove si va a votare normalmente), ma non servirà portarla con sè: per votare basterà mostrare un documento d’identità valido. La tessera elettorale non sarà timbrata: sarà rilasciata una ricevuta di avvenuta votazione. Chi ritirerà entrambe le schede sarà segnato su due registri differenti, perché le due consultazioni, anche se si svolgono nella stessa giornata, nei medesimi seggi e con lo stesso personale (scrutatori e presidenti di seggio) sono separate. Un cittadino può anche scegliere di ritirare solo una delle due schede.

I seggi chiuderanno alle 23 e lo spoglio inizierà subito. Prima saranno scrutinate le schede del referendum veneto, poi quelle del provinciale. L’ufficio elettorale, allestito a Palazzo Piloni, comunicherà i dati sull’affluenza alla consultazione bellunese solo a chiusura dei seggi. Per sapere le percentuali dei Sì e dei No, delle schede bianche e di quelle nulle, invece, bisognerà attendere la notte inoltrata.

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