Asca e ospedale, la faida dei sindaci

Frena contro Grones: salta la nomina del comitato di presidenza. Annullato il documento sul Pronto soccorso di Agordo

AGORDO.. Lo approvano la sera, ma al mattino il documento sull’ospedale torna oggetto di discussione. È un giallo la sorte che avrà il testo che gli amministratori agordini avevano annunciato di voler mandare all’Usl, considerandolo condizione imprescindibile per il via libera ai 2,5 milioni di euro dei fondi di confine per la ristrutturazione del pronto soccorso dell’ospedale di Agordo. Un giallo di cui non si conosce l’epilogo, ma che fa il paio con il nero della fumata per l’elezione dei membri del comitato di presidenza di Asca, l’azienda speciale consortile che gestisce la Rsa di Agordo.

Il pomeriggio di giovedì parte proprio da qui. Dopo la scelta (due settimane fa) del presidente cioè Fabio Luchetta (presidente Uma e sindaco di Vallada), i sindaci agordini avevano rimandato quella del comitato, l’ente di raccordo tra i sindaci e l’amministratrice unica dell’azienda. La proposta prevedeva la presenza di due rappresentanti della Conca (Sisto Da Roit, Agordo, e Silvia Tormen, Taibon), uno della Val Biois (Gianni Ferrini, Falcade), uno dell’Alto Cordevole (Leandro Grones, Livinallongo). Ovvero alcuni fra coloro che nei mesi scorsi hanno gestito la nascita di Asca. Al momento della votazione, però, il sindaco di Colle Santa Lucia, Paolo Frena, ha eccepito sulla presenza nel comitato di Grones sollevando un possibile conflitto di interessi. Egli, questo il dubbio, si troverebbe a gestire da un lato la casa di soggiorno di Agordo in Asca e dall’altro quella di Livinallongo attraverso l’azienda speciale di Livinallongo. «Un dubbio che non ha fondamento», secondo Grones.

Quindi è stata l’assessore di Agordo, Nadia Dell’Agnola, a chiedere che il presidente di Asca sia di diritto nel comitato (come succede nelle giunte comunali), ovviamente togliendo il posto a uno dei quattro. Per Fabio Luchetta si tratterebbe soltanto di questioni tecniche che richiedono una più attenta analisi o interpretazione del regolamento. Mentre Andrea De Bernardin, sindaco di Rocca Pietore, ritiene che per queste cose non valga la pena accapigliarsi. «Per gli altri è importante? – dice – io sono bastian contrario e penso che spesso i sindaci facciano confusione. Asca mi pare funzioni bene così».

Dietro i dubbi sollevati che hanno poi di fatto rimandato il voto a data da destinarsi, qualcuno ci vede invece dei risvolti politici. Risvolti che potrebbero essere avvalorati da quanto successo con il documento-ospedale. Di tale documento, della cui redazione si era incaricato il gruppo di lavoro degli amministratori su sanità e sociale (Sisto Da Roit, Nadia Dell’Agnola, Silvia Tormen, Gianni Ferrini, Leandro Grones, Siro De Biasio e Paola Binotto), si è discusso giovedì in calce alla riunione sui progetti di area vasta finanziati con i Fondi di confine. A tale discussione non era presente il sindaco di Agordo, Sisto Da Roit, impegnato in giunta. I sindaci hanno approvato il documento ritenendo che, precedentemente, tutto il gruppo di lavoro lo avesse condiviso.

Ieri mattina, invece, qualcosa è stato messo in discussione. Perché? Sulla questione si sprecano i “no comment” dei sindaci e del presidente dell’Unione montana a testimonianza dell’imbarazzo di fronte a una situazione che assume i toni del grottesco. Dalle indiscrezioni, tuttavia, sembrerebbe che la condivisione del documento nel gruppo di lavoro sia avvenuta senza il Comune di Agordo. Cosa succederà ora? Il documento verrà spedito o necessiterà di una nuova valutazione? E le beghe fra amministratori troveranno fine?

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