Chiude l’Alimentari di Nardei: «Tasse troppo alte, dico basta»

Il negozio si trova in via Monte Grappa. Il dispiacere dei clienti che ieri sono passati a salutare. Battaglia impari con i grandi supermercati: «Loro possono fare offerte sottocosto, noi no»

BELLUNO. In un mondo in cui si combatte costantemente con le lancette dell’orologio, con i soldi contati a fine mese e con rapporti umani sempre più frenetici e superficiali, l’entusiasmo e la buona volontà spesso non bastano più per sopravvivere.

È così che, a due anni dal rilancio dell’attività, Maria Rosa Nardei è stata costretta a chiudere il suo alimentari in via Monte Grappa: «Non è stata una decisione presa alla leggera» confessa la titolare mentre chiude gli ultimi conti e riceve gli abbracci dei clienti passati a salutare.

«Mi rendo conto, dalle tante manifestazioni d’affetto della mia oramai ex clientela, di quale dispiacere sto dando a questa gente. È un peccato perché la gente non mancava e ci credeva come me, ma tra contributi, tasse e spese varie alla fine non ci rimane quasi nulla. Se le istituzioni a tutti i livelli si mettessero una mano sulla coscienza le piccole attività si potrebbero salvare».

Troppo impari la sfida con la grande distribuzione e troppo diverse rispetto al passato le abitudini delle persone, spesso costrette a preferire la macchina e le grosse compere nei centri commerciali alla classica spesa quotidiana all’alimentari sotto casa: «Loro possono fare offerte sottocosto che noi non riusciremmo a sostenere» spiega Maria Rosa «ma l’ambiente famigliare e il rapporto d’amicizia che i clienti, soprattutto anziani, trovano da noi non può esistere nei grandi supermercati».

Un rapporto testimoniato anche dalle persone presenti nel negozio l’ultimo giorno d’attività: «Per noi anziani è una grave perdita» commenta la signora Milena «oltre alla spesa era anche l’occasione per incontrarsi e fare quattro chiacchere». «Provo tanta rabbia» dice la signora Elide «in questa zona della città mancano i servizi e chi vuole restare non viene aiutato». «È deprimente» aggiunge Claudio «dove sono le istituzioni? Si agevola solo la grande distribuzione, ma la colpa è anche di chi abita qua e non si è interessato a questo negozio fino alla sua chiusura».

«Spero aprano qualcosa al più presto» dice invece la signora Maria «ci sentiamo dimenticati in un quartiere senza servizi a portata di anziano». «Conosco bene questo problema nazionale» ha risposto su Facebook il sindaco Massaro quando qualcuno ha pubblicato la lettera di saluti che Maria Rosa aveva consegnato ai propri clienti «abbiamo lavorato in questi anni per abbassare le tasse alle imprese, raggiungendo il secondo posto assoluto tra le città italiane con le imposte più basse. Auguro un futuro migliore a questi coraggiosi imprenditori». Nel frattempo la titolare, assieme alla figlia Tania e al marito Renato, hanno organizzato una castagnata d’addio per salutare e ringraziare i loro clienti, sperando di poter al più presto tornare in attività in una cittadina legata alle piccole imprese a misura umana.

Fabrizio Ruffini

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