Le tavolette votive esposte a Feltre firmato l’accordo

BELLUNO. Un patrimonio storico e culturale messo finalmente a disposizione di tutti. Con la firma del contratto di comodato, effettuata ieri mattina fra il Comune di Belluno e la Diocesi di Belluno-Fe...

BELLUNO. Un patrimonio storico e culturale messo finalmente a disposizione di tutti. Con la firma del contratto di comodato, effettuata ieri mattina fra il Comune di Belluno e la Diocesi di Belluno-Feltre, ventiquattro tavolette votive custodite negli archivi del Museo civico del capoluogo troveranno spazio nel Museo Diocesano di arte sacra di Feltre. In sala giunta c’erano l’assessore alla cultura, Marco Perale, il Vescovo di Belluno-Feltre, Monsignor Renato Marangoni, il curatore dei musei civici cittadini Denis Ton e il dirigente comunale Carlo Erranti.

«La firma di oggi è la conclusione di una trattativa con cui la città di Belluno e il museo Diocesano di arte sacra hanno trovato la volontà di rendere pubblico un capitale storico e culturale della comunità bellunese», spiega Perale. «Un patrimonio ovviamente ecclesiastico, conservato per 150 anni dal nostro museo, ora ripartito tra il nostro museo e quello Diocesano: sono due istituti che possono e devono poter raccontare la stessa storia da due prospettive diverse, musei complementari per storie complementari»

Le 24 tavolette, tutte a tema religioso, fanno parte di una collezione che conta circa un centinaio di pezzi, raffiguranti anche scene di vita quotidiana. L’epoca della loro realizzazione spazia da fine ’400 al XIX secolo, e solo alcune di queste opere sono oggi esposte nelle sale di Palazzo Fulcis. «Questa importantissima collezione proviene dalla Chiesa di Sant’Andrea, che sorgeva proprio davanti alla Cattedrale e a Palazzo Piloni e che purtroppo venne distrutta dal terremoto del 1873», ricorda il curatore dei musei civici, Denis Ton. «Sono una testimonianza preziosissima della cultura devozionale, religiosa e popolare della città di Belluno».

«Finora le ho viste solo in rappresentazione e in piccole foto», conclude il Vescovo. «Sono tratti della vita quotidiana, soprattutto delle famiglie: questo mi piace perché possiamo vedere non solo la grande storia, ma il tessuto relazionale delle persone, delle famiglie, delle nostre comunità. Sono molto grato di questo vicendevole impegno, è il segno di una bella collaborazione e di un dialogo che continua». (a.f.)

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