Presidio anti centraline «Via gli incentivi, subito»

Il Pd propone un’audizione con il viceministro allo Sviluppo economico. Il comitato: «A tre mesi dal voto? Ci saremo, ma basta fare politica sull’acqua!»

BELLUNO. «Basta fare politica sull’acqua!». La battaglia finale è cominciata. E non si fermerà, fino a quando Acqua Bene Comune non avrà raggiunto l’obiettivo: cancellare gli incentivi sul mini-idroelettrico. «È questa l’unica forma di moratoria possibile», hanno spiegato ieri sera gli attivisti a Roger De Menech, Erika Dal Farra e Irma Visalli, che li hanno accolti nella sede del Partito democratico per un confronto. All’esterno, fra via del Plebiscito e via Vittorio Veneto, un gruppo continuava il presidio: con bandiere, striscioni, facendo volantinaggio e azioni di disturbo del traffico.

Il presidio è stato confermato perché Acqua Bene Comune non era rimasta soddisfatta dell’incontro avuto sabato scorso con i vertici del Pd. Così ieri sera c’è stato un altro confronto. De Menech ha proposto agli attivisti un incontro con il viceministro allo Sviluppo economico, Teresa Bellanova, a Roma il 23 novembre. E ha chiesto al Comitato di definire una delegazione, di cinque o sei persone, rappresentative di tutto il territorio alpino, per parlare al Ministero. «E dobbiamo venire a tre mesi dalle elezioni a spiegare al vostro viceministro come stanno le cose con l’idroelettrico?», è sbottato Lorenzo Bogo. «Smettetela di fare politica sull’acqua, di prendere in giro la gente». Affermazioni giunte al termine di un incontro che è andato via via scaldandosi.


Secondo De Menech è scorretto l’attacco a un solo partito (il Pd), perché «il problema è complesso e necessita di una soluzione articolata. Non si può banalizzare, né semplificare: ci sono visioni diverse sul tema incentivi all’interno delle istituzioni pubbliche».

Acqua Bene Comune, però, chiedeva una risposta ad una domanda semplice: cancellerete o meno gli incentivi, voi che siete la forza di governo in questo momento? E la risposta è arrivata a metà. Perché c’è la disponibilità del viceministro Bellanova a un’audizione, il 23 novembre, ma cosa ne sarà degli incentivi, in scadenza a fine anno, non si sa. «È questo l’unico modo per risolvere il problema delle centinaia di richieste che insistono nel nostro territorio», ha detto Nico Paulon. «Le richieste vengono mandate avanti perché tutti hanno paura dei ricorsi, l’unico modo per cambiare le cose è eliminare gli incentivi». «Siamo davanti ad un’emergenza nazionale», ha aggiunto Lucia Ruffato.



A testimoniare che nel Bellunese si è giunti ad un punto di non ritorno c’erano anche i pescatori. «Ottantamila persone vengono a pescare nei nostri fiumi ogni anno, da tutta Europa», ha detto Luigi Pizzico. «Ma i nostri corsi d’acqua ormai sono pieni di sabbia. Qui si va compromettendo l’esistenza di fiumi e torrenti».

I toni si sono via via surriscaldati, perché Paulon e Bogo hanno cercato di mettere alle strette De Menech, chiedendogli un impegno formale, mentre il Pd ha rilanciato proponendo l’audizione al ministero e di affrontare il problema nella sua complessità. «Uniti», ha suggerito Irma Visalli. «Cosa avete fatto voi in tutti questi anni?», è sbottato a quel punto Paulon.

«Il Partito Democratico bellunese, senza sottrarsi alla discussione, entra come sempre nel merito delle questioni, affrontando, da forza di governo, la complessità di questo come di tutti i temi che mettono in relazione la tutela del nostro territorio e lo sviluppo del paese», hanno fatto sapere con una nota la segretaria provinciale Erika Dal Farra, il deputato Roger De Menech e la responsabile ambiente del Pd Veneto Irma Visalli.
 

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