«Avanti col piano Anas ma la Regione lo spieghi»

Il deputato del Pd, Roger De Menech appoggia appieno il progetto veneto «È l’unica soluzione strutturale che permetterà anche di contenere i costi»

BELLUNO. «La Provincia di Sondrio per gestire 400 km di strade paga 2,5 milioni di euro l’anno, quella di Belluno con i suoi 700 km potrebbe arrivare a spendere meno dei 15 milioni attuali?».

A chiederselo è il deputato del Pd, Roger De Menech che auspica che il progetto con Anas e la Regione Veneto vada avanti al più presto «anche per contenere i costi e dare una strutturalità ai fondi necessari per la manutenzione delle strade nel Bellunese. Il progetto veneto è l’unico che può portare ad un efficientamento della pubblica amministrazione anche nell’ambito stradale».

De Menech conferma che sono in corso trattative tra la Regione Veneto e l’Anas proprio per riuscire a realizzare una società che veda l’unificazione delle strade di un territorio.

«Anas sta lavorando su due fronti», spiega il deputato, che nei giorni scorsi ha incontrato i vertici dell’ente nazionale stradale. «Da un lato intende riportare in seno alla sua attività le strade sovracomunali come ad esempio la Provinciale 1 e l’Agordina e questo comporterà una diminuzione dei costi per Palazzo Piloni; dall’altro sta cercando di creare delle società regionali in Lombardia e in Veneto per gestire insieme le strade. Ma mentre in Lombardia le cose stanno andando lisce, in Veneto c’è qualche difficoltà. Qui si tratta di realizzare una società con dentro Anas, Regione e Belluno in cui la prima gestirà le strade statali, la seconda le regionali e la terza le provinciali. Questa soluzione è l’unica strutturale che permette di avere risorse certe per ogni ambito di intervento. Se questo piano non andrà in porto, allora si procederà come fatto finora cioè mettendo una toppa al buco, ma senza risolvere definitivamente le criticità che ci sono».

Se da un lato il deputato si dice vicino alla Regione nel suo progetto, «anche perché sono stato uno dei primi a porre il problema dell’unificazione delle strade», aggiunge anche che «è assurdo pensare che oggi la provincia di Belluno abbia tre forme di gestione per le strade: Anas, Veneto Strade e i Comuni. Si deve tentare di creare una società unica con un socio forte all’interno, come Anas che alle spalle ha Governo e Ministero». D’altro canto, però, incita palazzo Balbi a fare di più per raggiungere questo obiettivo. «Cominciando con l’informare meglio e compiutamente le Province e i loro presidenti che ad oggi non sanno quali siano i punti forti di questo piano. La Regione», prosegue De Menech, «deve prendere in mano la questione cercando di sciogliere i dubbi delle Province. Ma a tutti deve essere chiaro che Veneto Strade così com’è, senza più soci, rischia di implodere e di far lievitare i costi: nata per gestire le strade di sette territori, ora si trova in mano quelle di uno soltanto».

Per il parlamentare tre sono le possibilità che si presentano, quindi, all’assessore De Berti per risolvere questa vicenda: «Da un lato la Regione può decidere di tenere in piedi Veneto Strade così com’è; o può intervenire ristrutturandola oppure la fa cadere e crea una società nuova».

De Menech, infine, sottolinea come sia necessario, nel caso passi il progetto con Anas, che «sia rivista la convenzione tra Belluno e Veneto Strade ferma all’era geologica per contenere i costi di gestione per la nostra provincia. Il presupposto è che i 15 milioni di euro oggi richiesti potrebbero essere eccessivi rispetto ad altre realtà simili con costi relativamente più contenuti».

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