Caso Vettorel, la madre: «Crudeltà inutile per Fabio»

Stamane visita straordinaria in carcere e da domani l’Alta Corte: «Arrabbiato ma sempre innocente» 

AMBURGO. La clemenza dell’Alta Corte? Niente di scontato per Fabio Vettorel, dopo il secondo ricorso del pubblico ministero del tribunale di Amburgo. Tanto meno la libertà. Perché a decidere sulla sua eventuale liberazione sarà un giudice che gli ha già negato la scarcerazione, considerandolo un «aggressivo criminale irrispettoso della dignità umana». L’Oberlandesgericht non si è riunito nel fine settimana, ma da domani in poi ogni giorno sarà buono. Non ci sono altri gradi di giudizio: o ancora dentro o fuori, dopo l’arresto del 7 luglio, durante una manifestazione contro il G20 e quattro mesi e mezzo di carcerazione preventiva.

«Una crudeltà inutile». Mentre l’autorità giudiziaria mantiene un atteggiamento molto rigido nei confronti del quasi 19enne attivista feltrino, nel carcere minorile di Hanofersand il clima sembra completamente diverso. La madre Jamila Baroni lo percepisce concretamente: «Stamattina potrò fargli una visita straordinaria», sorride dal suo alloggio amburghese, «è un segnale importante da parte della direttrice dell’istituto di pena, che l’altra sera è anche andata a trovarlo, dopo che sembrava ormai vicinissima la liberazione, grazie al pronunciamento positivo del Landgericht. Mio figlio aveva già la valigia in mano, dopo aver fatto dei regali ai compagni di detenzione, quando è arrivato il fax con l’impugnazione da parte della procura. Una crudeltà inutile nei confronti di un ragazzo così giovane, nei confronti del quale non è ancora emersa nemmeno una prova».

Sei telefonate. Venerdì madre e figlio hanno potuto sentirsi più volte, condividendo una grande amarezza. Tutti e due sono stanno dimostrando almeno altrettanto coraggio: «Gli è stata consegnata la carta telefonica e abbiamo avuto modo di sentirci più volte, invece dell’unica prevista. Inizialmente era comprensibilmente arrabbiato. Si è sentito quasi preso in giro, perché mentre il tribunale lo vorrebbe fuori, il pubblico ministero non molla, pur in mancanza anche soltanto di indizi. Adesso dipendiamo dall’Alta Corte, che nel frattempo avrà ricevuto nuovi atti del processo e sarà in grado di esprimersi con maggiore compiutezza».

Il regime carcerario. Mentre si aspetta di leggere la relazione della stessa direttrice di Hanofersand, come passa le giornate Fabio Vettorel? «Scandite da tre ore d’aria: una mattutina all’aperto e due serali nei corridoi. Le celle sono singole, ma non si tratta di isolamento. Mio figlio sta cercando di partecipare a tutte le attività previste e ne approfitta anche per imparare un po’ di tedesco, in maniera da poter comunicare con gli altri ragazzi. Quando esce per le udienze del processo per grave turbamento dell’ordine pubblico, lo vedo sereno e riesce anche a sorridere, perché finalmente vede gente diversa dal solito».

Il lavoro degli avvocati. Vettorel è assistito dal legale della prima ora Gabriele Heinecke e da qualche giorno anche da Arne Timmermann. Come giudicano quello che sta accadendo? «Non avevano mai visto un caso del genere in tutta la loro carriera e si stanno impegnando moltissimo. Sono stati molto attenti e tempestivi nelle richieste di scarcerazione e stanno lavorando anche nel corso di questo fine settimana, per non lasciare davvero niente d’intentato. Quello a cui vogliono arrivare è l’assoluzione: se non ci sarà già in primo grado, allora ci proveremo in appello. Siamo tutti sicuri dell’assoluta innocenza di Fabio».

La pressione dei media. In Italia, si sta scrivendo molto del caso. Ma in Germania? «Anche il Morgenpost, il quotidiano amburghese di orientamento centro-destra sta prendendo le difese del mio ragazzo, a differenza dell’edizione locale della Bild. Ringrazio tutti i giornalisti, che stanno scrivendo di una vicenda molto dolorosa e, per certi versi incredibile».

La diplomazia inerme. Il sindaco Olaf Scholz ha chiesto pene esemplari, dopo che l’efficientissima Germania non ha fatto una grande figura, come ordine pubblico, durante il G20. Ma governo italiano, ambasciata e consolato? «Ci sono state le interrogazioni dei parlamentari bellunesi, ai quali sono riconoscente, ma non conosco le risposte. Il governo non si muove. Vedo solo il console Anton Andreas Rössner e in carcere c’è un ragazzo...».

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